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19 Dicembre 2010
11:01
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Giuseppe Tarascio
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30 Novembre -0001
sp_UserOfflineSmall Offline

Per comprendere il significato di questa partita, basta affidarsi alla statistica. Con Chessbase 10, bastano pochi secondi per avere questi risultati:

a) la mossa 6…Df6 è stata giocata in tutto 20 volte; l'ELO più alto riscontrato col Bianco è quello di Mario Fiore, un Maestro di Potenza.

b) se poi passiamo a 7…Axc3 (una simpatica tecnica …autodistruttiva!) è stata giocata solo in 4 partite, tutte tra NC, tranne un 1864 (ma sempre col Bianco).

c) in tutte e 4 le partite, il Nero ha continuato con 13…Txg7, evitando il matto.

Cosa impariamo, da tutto ciò? Che studiare queste aperture, sperando di essere il ventunesimo della Storia Scacchistica Universale, è come studiare le uscite del SuperEnalotto, sperando di trarne Regole valide per tutti (chi ha giocato meglio?quale numero uscirà sabato?).

Ed automaticamente escludiamo una delle tue domande:

il bianco ha vinto perche' conosceva meglio l'apertura?

Ovviamente NO, perchè nessuno è così stupido da perdere tempo a studiare queste aperture!

Ma anche la seconda domanda si autoesclude, in quanto NON è il Bianco che ha vinto, ma è il NERO CHE HA PERSO!! Risatona E se lo meritava pure!!Linguaccia

Playchess: Tarascio_Giusepp
19 Dicembre 2010
2:40
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Masterblaster
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25 Febbraio 2010
sp_UserOfflineSmall Offline

La domanda “Il B. ha vinto perchè,,, era più foret tatticamente” è interessante. Di solito l'abilità tattica è vista solo dalla parte del giocatore che vince brillantemente. In realtà l'abilità tattica la si può riscontrare anche in fase difensiva quando si vede la possibilità di un tatticismo dell'avversario e si giocano mosse che lo rendono impraticabile.

 

Quindi la mia risposta alla domanda è “Sì, il B. ha vinto perchè era più forte tatticamente del suo avversario.”

 

Studiare la tattica serve sia a vedere sulla scacchiera sacrifici o attacchi violenti ma anche ad evitarli.

Avvertenza: durante la stesura di questo post nessun pezzo degli scacchi è stato maltrattato.
20 Dicembre 2010
1:28
shade64
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27 Giugno 2010
sp_UserOfflineSmall Offline

bene, molto interessanti le vostre risposte, ora sveliamo i retroscena

forse avete una visione troppo ottimistica degli spingilegno, Piango

i 2 giocatori hanno un elo intorno a 1800 e la partita era a tavolino da 1 ora,

quindi non erano in lampo.

 

il bianco ha visto queste partite da gente dei tempi romantici, che oltre a essere belle, servono a vedere in pratica una tattica spartana ma efficace, cosa che evidentemente si fa fatica a assimilare, ma se non si capisce questo figuriamoci le cose complicate di petrosian e botwinnik.

il nero avra' pensato: (il bianco non e' piu' forte di me io mi sbafo 2 pedoni e poi difendo tutto dalla casa g6 non vedendo Ch4. Poi si e' reso conto che in g6 non funzionava e ha calcolato Ce7 anch'essa insufficiente.

morale?

la tattica, e il calcolo corretto dei cambi, e' ancora il fattore determinante di noi spingilegno

che deve occupare il 90% del nostro studio.

cosa consigliate?

ciao!

 

20 Dicembre 2010
2:24
shade64
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27 Giugno 2010
sp_UserOfflineSmall Offline

tra i consigli sono escusi:

l'ippica,

la pesca,

il salto della quaglia

etc Fico

23 Dicembre 2010
10:04
Luciano
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23 Febbraio 2010
sp_UserOfflineSmall Offline

In effetti il problema del cambio mi sembra poco trattato sul sito, mentre mi appare come il ´meccanismo´ fondamentale di tutto il gioco degli scacchi.

E´attraverso i cambi che solitamente cambia la struttura strategica della partita, si gestiscono le combinazioni, ecc.

In particolare, al di lá dei cambi finalizzati al guadagno di materiale, mi piacerebbe che Tarascio proponesse qualche videoesercizio basato su posizioni in tensione, in cui bisogna scegliere come gestire i cambi per arrivare a una posizione strategicamente vantaggiosa.

 

23 Dicembre 2010
5:16
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Giuseppe Tarascio
Amministratore
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30 Novembre -0001
sp_UserOfflineSmall Offline

Videoesercizio no: troppo breve! (cerco sempre di mantenermi attorno ai 5'). Ma videolezione sì !

Playchess: Tarascio_Giusepp
27 Dicembre 2010
8:18
shade64
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27 Giugno 2010
sp_UserOfflineSmall Offline

ok, questo e' un meraviglioso sito,

il piu' bello che ho trovato,

ma ha un difetto…..ti mette in crisi!! Piango

:

devo concentrarmi + sul mediogioco…bene!

pero'…devi avere un repertorio….mmhh

non devi saltare da un'apertura ad un' altra….chiaro

devi lasciar perdere aperture over 2000….oookkk

non sei da e4…non sei tattico….

PiangoPiango PiangoPiangoPiangoPiango

giocavo la spagnola perche' mi sembrava che mi ci trovavo bene, non e' un g. di re,

ma e' comunque un gioco aperto….ma e' vastissima impensabile per un 1N Triste 

ho provato a guardare la scozzese…. ma non mi ci ritrovo

in altre parole…
tra cosa puo' scegliere un giocatore under2000 con e4-e5??

spagnola variante del cambio?

scozzese?

italiana?

curatemiii!!Risatona

 

 

 

27 Dicembre 2010
9:25
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Giuseppe Tarascio
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30 Novembre -0001
sp_UserOfflineSmall Offline

Molto semplice: 1.e4 è molto estesa. Se vuoi giocarla, devi studiare ed avere un repertorio completo. In mancanza, non succede niente (o quasi) di disastroso, in quanto sono falsi problemi: i veri guai cominciano appena finisce la tepria (o quantomeno, quello che per te è la fine della teoria). Se le aperture che già conosci ti soddisfano, ossia ti portano in un mediogioco giocabile ed a te familiare, allora stai a posto. Ma se invece senti che sono poco adeguate, allora occorre fare degli spostamenti. Ma non è certo il caso tuo!Linguaccia

Playchess: Tarascio_Giusepp
27 Dicembre 2010
10:29
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Masterblaster
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25 Febbraio 2010
sp_UserOfflineSmall Offline

Ogni apertura ha i suoi problemi. E' vero che dopo 1. e4 c'è un mare di teoria da studiare ma lo stesso si può dire di 1. d4 o 1. c4. Dove c'è poca teoria abitualmente il N. ha delle linee per pareggiare il gioco velocemente.

Il mio suggerimento è quello di giocare 1. e4 ( o 1. d4) e studiare poca teoria. Prendiamo come esempio la Spagnola.

 

1. e4 e5  2. Cf3 Cc6  3. Ab5

ora le varianti senza 3..,a6 sono tante ma la maggior parte non sono difficili per il Bianco. Fermo restando che non possiamo sperare di vincere in apertura, diamo un'occhiata alle linee che si incontrano più spesso e che sono:

 

3.., f5

3.., Cf6

 

Contro la prima possiamo optare per 4. Axc6  o  4. d4, contro la seconda 4. d3 oppure 4. De2.

Da un buon database tiriamo fuori un po' di partite ( meglio se commentate) sulle due continuazioni scelte e le guardiamo una dopo l'altra. Se non abbiamo nessuno che ci aiuta possiamo fare da soli. Lo scopo è trovare le idee comuni nelle varie partite in modo da capire cosa fare. Guardiamo anche se ci sono trappole dalle quali stare alla larga e il gioco è fatto.  Se poi in torneo ci giocano 3.., Ac5 ( ad esempio) poco male. Giochiamo con un po' di cervello seguendo le idee generali delle aperture ( sviluppo dei pezzi, controllo del centro ecc.ecc.) e poi a casa vediamo cosa suggeriva la teoria. In questo modo allarghiamo le nostre conoscenze senza riempirci la testa di cose inutili. ( Detto fra noi dopo 3.., Ac5 diventa molto interessante giocare 4. Cxe5!? e state sicuri che il vostro avversario non la conosce!)

 

Ma se il N. opta per 3.., a6 ?

No, niente variante di cambio! Semplicemente 4. Aa4 Cf6 e ora due possibilità: la prima è 5. Axc6 ( ora sì) la Variante di cambio ritardata che può essere scomoda per il Nero. Oppure 5. De2, come contro 3.., Cf6, ed è il Bianco che conduce il gioco.

Qualcuno potrebbe obbiettare che sono linee molto vicine alla parità. Sì, è vero, ma inannzitutto hanno il pregio di introdurre alla Spagnola e in secondo luogo danno posizioni giocabili, prive di cambi immediati e complicate. Il segno “=” posto alla fine della variante non significa PATTA.

 

Nel frattempo ci si procurano dei libri ( come “Starting Out: The Ruy Lopez” o il vecchio libro di Ponzetto “L'Enciclopedia delle Idee: La Spagnola”) e lentamente si amplia il repertorio.

 

Con questo repertorio non ci vincerete il Campionato del Mondo ma forse basta per sconfiggere un Terza Nazionale. ecco un esempio pratico:

1. e4 e5
2. Cf3 Cc6
3. Ab5 Cf6
4. De2 Ac5
5. c3 De7
6. d3 O-O
7. Ag5 h6
8. Ah4 Cd8
9. d4 exd4
10. e5 Te8
11. O-O c6
12. cxd4 cxb5
13. Dd3 Bb6
14. Cc3 g5
15. Cxg5 hxg5
16. Axg5 Qf8
17. Axf6 Dh6
18. Tae1 d6
19. Te4 Te6
20. Cd5 Rf8
21. Da3 b4
22. Dg3 Cc6
23. Th4 Cxd4
24. Dh3 Txf6
25. Txh6 Axh3
26. exf6 Re8
27. Th8+ Rd7
28. Txa8 Ae6
29. Cxb6+ axb6
30. h4 abb

 

E' ovvio che la vittoria ha poco o niente a che fare con l'apertura che è stata dovuta essenzialmente al fatto che il Bianco era più forte del Nero. Tuttavia il fatto che il B. sia uscito dagli schemi consueti della Spagnola ha fatto sì che la partita volgesse a suo favore molto prima di quanto avrebbe fatto nella Variante Chigorin o nel Gambetto Marshall.

Avvertenza: durante la stesura di questo post nessun pezzo degli scacchi è stato maltrattato.
27 Dicembre 2010
10:34
enzo scardamaglia
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22 Novembre 2010
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Invece per noi poveri 3N il problema non è trovare l'apertura formidabile, imbattibile; semmai è trovare qualcuno che ti spieghi qualunque apertura in modo decente.

Ad ed, le videolezioni di Giuseppe sull'Inglese o altro nel sito sono didatticamente perfette (va be dai: molto buone) perchè mettono in luce aspetti fondamentali e immediatamente comprensibili. Poi ci vorrebbe un bel database commentato, ecc, ecc; ma il problema fondamentale (per i livelli fino alla 1N) è conoscere i punti critici a fondo.

Io spesso salto non perchè abbia la neccessità di sorprendere gli avversari ma perchè spesso trovo qualcuno che riesce a spingermi un pò oltre nei livelli di comprensione del mediogioco: detto questo, devo passare al sistema Colle?????????

28 Dicembre 2010
8:41
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Giuseppe Tarascio
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30 Novembre -0001
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Devo spezzare una lancia a favore del Sistema Colle.

Ma perchè appare come la apertura dei poveri disgraziati? Giocare il Colle non è una scelta di ripego! La colpa del Colle è solo quella di essere una apertura fraintesa, cioè giocata da gente che crede sia un sistema universale (“gioco d4/Cf3/e3/c3 contro qualsiasi setup del Nero”). In realtà (e non so se devo dire purtroppo o meno male) richiede studio e mnemorizzazione di varianti come qualsiasi altro sistema più blasonato.

Ed allora, qual è il suo difetto? Che non ha molti piani di mediogioco e quindi il Nero si può preparare senza eccessive difficoltà. Ma questo è, ovviamente, discorso valido per le categorie superiori. E nemmeno: personalmente conosco Candidati che dicono”Cosa consigli contro il Colle?”Imbarazzato

Secondo Alessio De Santis, autore di una monografia sul Colle (edizioni Ediscere), il Colle gli è stato utile fino al titolo di Maestro. Ma dopo (attualmente ha una norma di Maestro Internazionale) è passato a 1.d4 2.c4 perchè i suoi avversari erano tutti preparati.

Ed allora, un Under 2000 dovrebbe giocare solo ed esclusivamente aperture come il Colle o il London System eccecc? Certamente no! Giocare 1.e4 oppure 1.d4 2.c4 è molto utile per la crescita scacchistica, ma occorre una preparazione specifica, che l'autodidatta difficilmente può fare da solo, in quanto tende a “perdersi” nel mare magnum dei libri, databases eccecc.

Playchess: Tarascio_Giusepp
28 Dicembre 2010
11:55
enzo scardamaglia
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Infatti, forse non mi sono espresso bene, volevo dire che l'idea di approfondire il sistema Colle nasce dalla chiarezza della dispensa che ho trovato su questo sito e le partete commentate in modo eccellente che mi hanno convinto della bontà di questa apertura e della possibilità di non ammattire dietro varianti di tutti i tipi.

Da quello che ho visto, anche  a livelli alti è giocabile con buoni  risultati, anzi se si potesse approfondire con altro materiale…..;-)

ciao

1 Gennaio 2011
3:08
Psi
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20 Dicembre 2010
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Qualcuno tanto tanto tempo fa ha fatto accenno alla scuola didattica che fa studiare prima di tutto i finali; a parte il fato che credo che il primo ad avere idee del genere sia stato Capa ne “I Fondamenti degli Scacchi”, trovo che partire dai finali per il giocatore che vuole migliorare abbia perfettamente senso, per almeno due motivi:

1)La prima cosa che sudi sono i finali di pedoni, e grazie a quelli impari SUBITO a calcolare

2)I finali ti insegnano degli atteggiamenti mentali (profilassi, pensiero per schemi) che poi tornano estremamente utili nel mediogioco; il vantaggio delle studio del finale rispetto al mediogioco in questo senso è che ti costringe a prendere il tema e ad assimilarlo nella sua forma “pura” mentre la presenza di molti pezzi sulla scacchiera può far distrarre l'attenzione dall'apprendimento del tema principale per via della contemporanea presenza di altri fattori…   

 

Ah, tra l'altro mi permetto una correzione al dott Tarascio: l'aneddoto è riportato in Botwinnik-Tal 1960, se non erro (ma potrei errare benissimo) dopo la partita in cui Tal perde  con un sacrificio di Cavallo in e6 nel tentativo di confutare la Caro-Kann…

1 Gennaio 2011
5:20
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Giuseppe Tarascio
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Parto da Botvinnik-Tal. Ho recuperato la fonte originale dell'aneddoto: “La via del successo negli Scacchi-Volume 2” Ed. Prisma, pag.88-89, partita Tal-Botvinnik 9^ partita del match, Mosca 1960, Difesa Caro Kan, con sacrificio in e6. Riporto dal libro il virgolettato seguente (è Tal che racconta delle analisi post-mortem):”Quando iniziai a riportare “a raffica” tutte le varianti da me calcolate sulla scachiera (peraltro non favorevoli al Nero) Botvinnik mi ascoltò, poi aggiunse pacatamente:”All'inizio, questa posizione mi sembrò favorevole per ill Bianco, poi trovai l'esatto piano, che consisteva nel cambiare le Torri e lasciare le Donne sulla scacchiera”. In un primo momento questa valutazione mi sembrò alquanto assurda, ma, quando riesaminai tutte le varianti di cui sopra, capii che Botvinnik aveva ragione….” E qui mi fermo!

Quando scrivo qualcosa per il sito nel Forum o quando scelgo una partita per un database o per una videolezione o per un videoesercizio, ho sempre la spiacevole sensazione del deja-vu: io sono un modesto “ri-compilatore” di concetti strategici, di piani, idee, che sono SEMPRE di Grandi Maestri. Al Liceo, copiavo i compiti di Latino e Greco dal compagno di banco, ma facevo sempre piccole modifiche personali: perciò lui prendeva 8 ed io solo 6! Qui è lo stesso: l'aneddoto l'ho letto, poi l'ho elaborato mentalmente tante di quelle volte che mi sembra di essere stato lì a Mosca od altrove) vicino a quei miti! 

2) Finali o mediogioco?

Qui ti restituisco la “tirata d'orecchio”: la primogenitura dell'idea di iniziare con lo studio del finale va attribuita a Lasker (confesso che ho letto anche che l'idea era di Nimzowitsch, ma siccome mi sta antipatico reprimo questo ricordo). La Scuola Sovietica, sin dagli anni '30 fino ad oggi (GM Lev Alburt è istruttore in California ed utilizza tale metodo anche oggi) ha supportato tale idea. Ma nell'ultimo decennio l'orientamento didattico è cambiato: cito il metodo “Step By Step” degli Olandesi, ad esempio: pensa che insegnano cos'è lo Scacco Matto solo alla lezione n.17 !!!

Comunque, il problema è lontano dalla soluzione: la prima domanda che fanno tutti è “Quale apertura gioco?” e qui casca l'asino…Sorridente

Graie per il tuo bell'intervento, cmq! Mi hai costretto a riprendere in mano il libro di Tal Risatona

Playchess: Tarascio_Giusepp
3 Gennaio 2011
9:30
Barese92
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24 Febbraio 2010
sp_UserOfflineSmall Offline

Maestro, si potrebbe avere qualche videolezione sulla Slava e Semislava? Grazie

7 Gennaio 2011
5:43
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Masterblaster
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25 Febbraio 2010
sp_UserOfflineSmall Offline

Giuseppe Tarascio ha scritto:

Ed allora, qual è il suo difetto? Che non ha molti piani di mediogioco e quindi il Nero si può preparare senza eccessive difficoltà. Ma questo è, ovviamente, discorso valido per le categorie superiori. E nemmeno: personalmente conosco Candidati che dicono”Cosa consigli contro il Colle?”Imbarazzato


 

Credo che la domanda sia più che altro relativa ad una inea che possa permettere al Nero di giocare per vincere contro un sistema solido come il Colle. Anche io ho avuto questo problema e l'ho rsiolto trovamdo almeno tre linee efficaci contro il Colle.

 

Dopo 1. d4 d5  2. Cf3 Cf6  3. e3  il Nero può giocare

a) 3.., g6

b) 3.., Af5

c) 3.., c5

 

Il sistema a) è quello suggerito abitualmente come sistema “anti-colle” per eccellenza

Il sistema b) era ritenuto inferiore dalla teoria ( e mi pare che anche De Santis lo sconsigli) ma in realtrà conduce ad un gioco soddisfacente.

il sistema c) è un gambetto suggerito da Larry Kaufman che porta ad un gioco interessante anche se un po' rischioso.

Avvertenza: durante la stesura di questo post nessun pezzo degli scacchi è stato maltrattato.
8 Febbraio 2011
10:46
shade64
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27 Giugno 2010
sp_UserOfflineSmall Offline

ciao

volendo seguire i vostri consigli si deve passare alla siciliana….

facile a dirsi! la siciliana e' adatta a tutti? mmhh… Indeciso

comunque volendo farsi un idea guardo i libri che dividono la siciliana tra aperta e chiusa

oppure come ho trovato in un sito cosi (x la aperta)

with 2 ... d6  
	 1 e4 c5 2 Nf3 d6 3 d4 cxd4 4 Nxd4 Nf6 5 Nc3 a6 - the Najdorf Variation
	 1 e4 c5 2 Nf3 d6 3 d4 cxd4 4 Nxd4 Nf6 5 Nc3 g6 - the Dragon Variation 
	 1 e4 c5 2 Nf3 d6 3 d4 cxd4 4 Nxd4 Nf6 5 Nc3 e6 - the Scheveningen Variation
	 1 e4 c5 2 Nf3 d6 3 d4 cxd4 4 Nxd4 Nf6 5 Nc3 Nc6 -the Classical Variation 
 with	2 ... Nc6 
	1 e4 c5 2 Nf3 Nc6 3 d4 cxd4 4 Nxd4 g6 - the Accelerated Dragon 
	1 e4 c5 2 Nf3 Nc6 3 d4 cxd4 4 Nxd4 Nf6 5 Nc3 e5 - the Sveshnikov Variation 
	1 e4 c5 2 Nf3 Nc6 3 d4 cxd4 4 Nxd4 e5 -the Kalishnikov (Lowenthal) Variation 	
with	 2 ... e6	
	 1 e4 c5 2 Nf3 e6 3 d4 cxd4 4 Nxd4 Nc6 -  the Taimanov Variation
	 1 e4 c5 2 Nf3 e6 3 d4 cxd4 4 Nxd4 a6 - the Kan Variation
	 1 e4 c5 2 Nf3 e6 3 d4 cxd4 4 Nxd4 Nf6 5 Nc3 Bb4 - the Pin Variation
	 1 e4 c5 2 Nf3 e6 3 d3 -King's Indian Variation
che non so che criterio sia.Imbarazzato

io vedo solo che
o il nero NON ha pedoni al centro, ma formazioni tipo e6-d6
oppure quella d6-e5 spiegata anche da voi
domanda
e' possibile fare uno specchietto per avere delle idee su come dirigere i propri studi in base ai propri gusti?
non so....
gruppo che porta ad un gioco sull ali (dragone?)
gruppo che porta a gioco.....
gruppo incasinatissimo...
oppure l'UNICO concetto a denominatore comune e' TATTICA A TUTTO CAMPO

insomma MASTERBLASTER ...lo so, e' difficile....ma sei tu l'esperto!
altrimenti mi spavento, non sapendo da dove cominciare,
 e mi tocca rimanere con la franceseTriste  ma non dirlo a Giuseppe!!

9 Febbraio 2011
8:26
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Giuseppe Tarascio
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shade64 ha scritto:

ciao

volendo seguire i vostri consigli si deve passare alla siciliana….

facile a dirsi! la siciliana e' adatta a tutti? mmhh… Indeciso

comunque volendo farsi un idea guardo i libri che dividono la siciliana tra aperta e chiusa


 

1) Personalmente, non consiglio la Siciliana. Il consiglio era quello di guardare le statistiche, che, col Nero, indicano la Siciliana come quella che ha i risultati positivi maggiori. Detto ciò, ognuno si regola come meglio crede!

2) Siciliana adatta a tutti. Domanda fuorviante: un osservaore disattento od inesperto potrebbe trarne la diretta conseguenza: “Ma allora, qual è l'apertura adatta a tutti?”. Oppure, usando una formula inversa:”Esistono aperture adatte ai principianti, ai giocatori intermedi, agli esperti e così via? E QUALI SONO?….”

Queste sono, a mio parere, affermazioni senza senso. Chiunque può giocare qualunque apertura, a patto che sia guidato, in questo processo d'apprendimento, da una guida più esperta, rappresentata sia da un giocatore e sia da un libro. E qui arriviamo al terzo punto:

3) “Guardo i libri che dividono la Siciliana tra aperta e chiusa”. Se usi questi libri generici, sei già sulla cattiva strada. La classificazione che hai citato è utile come visione d'insieme, ma assolutamente inutile per chi voglia costruirsi un repertorio.

La strada dell'autodidatta è irta di ostacoli! Il consiglio è: continua a giocare la Francese! Il tempo risparmiato dedicalo al mediogioco e guadagnerai almeno 54 punti ELO al prossimo torneo (e non chiedere perchè ho scritto proprio 54, se no censuro il tuo messaggio Linguaccia )

Playchess: Tarascio_Giusepp
9 Febbraio 2011
4:09
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Giuseppe Tarascio
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30 Novembre -0001
sp_UserOfflineSmall Offline

Ho riletto il mio post precedente, e devo fare un mea culpa.

Sembra che io affermi, rivolto a Shade64, “Non studiare la Siciliana” o, più in generale, “Non studiare la teoria delle aperture”. Ovviamente, non è questo il mio pensier, pertanto la prossima Videolezione (la n.24) avrà come titolo: “Perchè bisogna studiare varie aperture” e, naturalmente, parlerò anche della Francese…Occhiolino

Playchess: Tarascio_Giusepp
10 Febbraio 2011
10:37
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Masterblaster
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25 Febbraio 2010
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Come ha già detto Tarascio, non esistono aperture adatte a tutto e a tutti. Quindi perchè di solito si suggerisce la Difesa Siciliana? Probabilmente perchè è quella che evita le varianti di cambio e obbliga il Bianco a giocare per vincere fin dalla sua seconda mossa. Ma come orizzontarsi nel mare magnum della Siciliana?

Per fare un esempio concreto parto dal Dragone Accelerato, tanto caro a Tarascio, e precisamnete dalla linea 1. e4 c5  2. Cf3 Cc6  3. d4 cxd4  4. Cxd4 g6

Solo per inciso faccio notare che usare il Dragone Accelerato consente di mettersi al riparo da ordini di mosse strampalati che mirano a bypassare determinati sistemi. Ad esempio 1. e4 c5  2. Cf3 Cc6  3. Cc3 vorrebbe evitare alcune varianti come la Kalasnikov o la Svesnikov ma nel nostro caso la semplice 3.., g6 rimette tutto a posto. Oppure 1. e4 c5  2. Cc3 potrebbe preludere dopo 2.., d6 al Grand Prix Attack ( poichè la linea più accreditata del Nero prevede la spinta in d5, avendo già giocato d6 costerebbe un tempo) evitando la Najdorf,  ma il N. può giocare 2.., Cc6 e non teme trasposizioni.

 

Detto questo quali sono le linee che il Nero deve conoscere?

Inannzitutto il Sistema Maroczy con 5. c4  per due motivi:

1) E' considerato la linea più forte contro il D.A.

2) Perchè lo studio di questa posizione è utile in un'infinità di altre aperture

 

Si tratta di farsi una cultura scacchistica su posizioni tipche ( Tabya) che sono utili sempre.  Se un giocatore vuole prepararsi da solo può consultare “Il Centro Dinamico Negli Scacchi” di Ponzetto e Vallifuoco Ed. Ediscere, che dedica un capitolo alla formazione Maroczy e può cercare nelle riviste o nei database delle partite sitruttive e ben commentate da studiare. Questo ovviamente porta via parecchio tempo. In alternativa, se si è in contatto con un istruttore, si può chiedere a lui di fare tutto questo lavoro al posto nostro.

Come consiglio sullo schema da adottare: Sistema Gurgenidze

 

Seconda linea da studiare è  lo Pseudo Attacco Yugoslavo che prevede lo sviluppo degli alfieri in e3 e c4. Perchè? Anche qui ci sono tre buoni motivi:

1) E' un buon sistema, più aggressivo del Sistema Maroczy quindi bisogna conoscerlo

2) A volte il Bianco lo gioca “ad orecchio” sulla falsariga dell'analogo attacco contro il Dragone normale. E' un errore che può avere coseguenze nefaste – Vedi il prossimo punto.

3) Poichè è sempre valide il vecchio detto latino “Si duo faciunt idem, idem non est” il tentativo di giocare gli stessi schemi di attacco contro i due sistemi non sortisce gli stessi effetti e il B. può facilmente mettere il piede in fallo. Quindi il Nero può approfittare delle sue conoscenze teoriche in modo davvero efficace.

Come consiglio sullo schema da adottare: Sistema Uoghele (quello con la spinta in a5) tenendo come riserva quello con Da5 che è un po' più passivo ma contiene una trappola.

In ogni caso bisogna sapere che in questo schema il B. non può giocare il classico attacco contro l'arrocco.

Altra linea da conoscere è quella della famiglia dei Sistemi Classici con o senza Cb3. Se il B. vuole giocare tranquillo lonitandosi a sviluppare i pezzi, prima o poi si troverà a dover affrontare la spinta in d5 che pareggia subito il gioco. Se invece previene la spinta in d5 giocando Cb3, allora il Nero rientra in un Dragone Classico dove non ha grossi problemi.

 

Per finire: le linee nelle quali il Bianco cambia in c6. Di solito danno luogo ad un gioco abbastanza attivo per il Nero.

 

Ecco, grossomodo questo è uno schema di sviluppo di un repertorio sulla Siciliana che in torneo può dare grandi soddisfazioni e non richiede uno studio esasperato di varianti su varianti.

Avvertenza: durante la stesura di questo post nessun pezzo degli scacchi è stato maltrattato.
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