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PIANI TIPICI: PEDONE ARRETRATO

Max Euwe e Ludek Pachman definirono così il pedone arretrato:” Un pedone che è stato lasciato dietro dai pedoni suoi vicini e quindi non può essere più supportato da loto.”
Secondo loro, un pedone del genere è quasi sempre un serio problema, un grave svantaggio. Questi due grandi teorici del passato notarono anche che la casa davanti a questo pedone è la causa di tutti i guai.
Altra buona definizione del pedone arretrato è la seguente:” un pedone è arretrato quando sta su una colonna semi-aperta (molto importante) e costituisce l’ultima parte in una catena pedonale o in un gruppo di pedoni, in modo tale da non poter essere protetto da un altro pedone”.

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Chi attacca un pedone arretrato (o, in generale, cerca di sfruttare gli aspetti negativi della sua presenza) ha vari piani a disposizione:
1) Il primo piano è semplice e riguarda il pedone stesso. I pezzi nemici lo puntano e se possono lo catturano, ottenendo un vantaggio materiale.
2) Il secondo piano si basa sulla passività dei pezzi che lo difendono, che permettono all’armata nemica di sviluppare una pericolosa iniziativa su altre parti della scacchiera. Questo è il piano più comune in pratica, in quanto chi si difende spesso riesce a proteggere il pedone con successo.
3) Il terzo piano consiste nello sfruttamento dell’avamposto che di solito si crea proprio davanti al pedone arretrato.
Parlando in generale, i cambi di pezzi aumentano la debolezza del pedone arretrato ed incrementano la sua vulnerabilità in finale, come accade solitamente con tutte le debolezze pedonali.

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