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Quiz giornaliero

2. Come muovere due volte di seguito

2. COME MUOVERE DUE VOLTE DI SEGUITO
Maestro S. Branca

Il titolo è pure divertissment! In realtà, il Maestro Branca vuole offrire alla nostra riflessione, in questo breve video, uno spunto strategico-tattico tratto dalla pratica del Campione del Mondo Anatoly Karpov.
La partita da cui è tratta la posizione è Karpov,Anatoly (2725) – Jussupow,Artur (2450) [D36]
URS-ch55 Moscow (9), 07.1988

Per salvare il video:

23 Commenti a “2. Come muovere due volte di seguito”

  • AntonelloMontanaro says:

    Ciao Maestro, bel video, molto suggestivo! Non avevo mai visto la triangolazione come “muovere due volte di seguito”! Visto che hai preso di mira Karpov, potrei illustrarti (un’idea per dei video magari) una mia osservazione su di lui riguardante la sua mitica perizia nel manovrare con le torri: se Karpov metteva la torre in quarta traversa (specie col Bianco) l’avversario era fritto! Si potrebbe intitolare la cosa con “Quella torre assassina!”. Cosa ne pensi?

  • Giuseppe Tarascio says:

    L’enorme diffusione di libri e riviste e l’accessibilità economica – spesso gratuita! – ai migliori software scacchistici (motori e database) ha contribuito ad innalzare di molto il livello medio del punteggio ELO dei giocatori, gonfiandolo in modo ridicolo.
    Ai nostri giorni un maestro gioca molto PEGGIO di un maestro di vent’anni fa e la stessa cosa vale, ancor più, per i poveri dilettanti, specialmente nelle aperture.
    Il motivo è semplice: i Maestri di un tempo sapevano come sfruttare la loro miglior padronanza del gioco, utilizzando al meglio i loro neuroni! Invece, l’uso/abuso del silicio (leggi: chess engines) riduce la capacità di saper cogliere le sfumature del pensiero scacchistico. Una capacità che il Maestro Branca ci ha trasmesso, tramite questo piccolo video.

  • pinkmoon says:

    In relazione al video proposto esprimo la seguente riflessione.
    Oltre all’analisi approfondita delle proprie partite giocate , quanto può essere utile per un giocatore con ELO under 2000 lo studio del gioco dei Maestri?
    Esistono forse giocatori dal punto di vista didattico più adatti a questa fascia di scacchisti?

    P.S. Naturalmente in presenza di un ISTRUTTORE le cose diventono più semplici ottenendo risultati sicuramente migliori!!

  • AntonelloMontanaro says:

    Vorrei rivolgere una mia riflessione all’amico pinkmoon, che , credo, si aggiungerà a quelle dei Maestri Tarascio e Branca: rispondo alla tua prima domanda con un convinto “sì”, si può imparare guardando le partite dei campioni! Ho un Elo di poco superiore ai 2000, niente di che, ma ciò che so, l’ho imparato leggendo molto (ma giocando poco, ahimè). Ho trovato molto piacevoli e didattici libri scritti da Nunn, Tal, Kasparov e così via, e da ogni lettura mi sono sentito arricchito. In definitiva posso darti due consigli: allarga quanto più possibile la tua cultura scacchista e fai quanti più tornei puoi! Però se dovessi suggerirti un autore “didattico” leggi gli scritti di Botvinnik, scrittore “evergreen”, adatto a qualsiasi Elo!

    P.S. Concordo con te che tutto avviene meglio con un ISTRUTTORE (va bene anche studiare con un amico, parlo per esperienza). Buono studio!

  • paolomasonixxx says:

    Il maestro è più forte non solo per la sua visione generale di gioco ma soprattutto per la sua preparazione come nello studio delle posizioni chiave.
    Non è solo apertura, ma centrogioco e sopratutto i finali dove mi avete dimostrato che addirittura i motori non sempre trovano la soluzione immediata.

    Io non ho mai giocato per l’agonismo, ma nel mio caso non ci sono motivazioni.
    Ciak

  • pinkmoon says:

    Grazie all’amico Antonello per i suoi preziosi consigli.
    Purtroppo nella mia zona i tornei sono veramente molto rari ed il circolo più vicino ha orari non molto compatibili con i miei impegni di lavoro e familiari…
    Comunque come prima categoria degli anni ottanta mi ritengo un appassionato dilettante!

    Ciao ed a presto.
    Oscar

  • bvito says:

    Un video sintetico ma estremamente interessante, complimenti al M Branca che, come me, sembra un fan di Karpov, un GM estremamente lucido le cui partite sono spesso illuminanti per la loro disarmante semplicità. Un altro giocatore, per venire ai tempi più recenti, altrettanto illuminante è sicuramente KramniK,anch’egli giocatore molto logico e lucido.

  • Silvano Branca says:

    Ciao a tutti.
    Mi sembra, leggendo anche altri post e commenti vari ai diversi video pubblicati in questo ottimo sito, che il problema sia sempre lo stesso. Come migliorare il proprio gioco, come diventare uno scacchista migliore. Non esiste ovviamente la formula segreta. Posso parlare della mia esperienza come scacchista. Quello che ho letto e come ho imparato a giocare discretamente a scacchi. Penso che il modo migliore sia scegliere un buon libro e leggerlo attentamente senza soffermarsi troppo su questa o quella variante di apertura sulla teoria del mediogioco e su quella dei finali ma piuttosto cercare di vedere una partita come un qualcosa di globale, un susseguirsi di avvenimenti legati vicendevolemente. Personalmente ho letto e studiato davvero pochi libri, ma l’unico che ho letto e riletto parecchie volte fino a saperlo quasi a memoria è quello di Bronstein sul Torneo dei Candidati di Zurigo del 1953. Penso che contenga tutto quello che bisogna sapere sul nostro amato gioco. Una frase di Bronstein mi impressionò particolarmente. La riporto. “Il lettore deve capire che i Grandi Maestri non sono esenti da errori: incorrono in problemi di tempo, sbagliano il calcolo delle varianti, commettono errori e omissioni, concepiscono piani strategicamente corretti sbagliando però nella realizzazione tecnica.” E questo detto da un grande campione quale è stato David Bronstein. Quindi non sentitevi avviliti se sbagliate nel calcolo di qualche variante, se perdete delle partite vinte o se non vedete un matto in 2. L’importante è non ripetere lo stesso errore. Questo contraddistingue il buon giocatore da quello mediocre.

  • laus says:

    Video con il commento di Karpov alla partita: http://www.youtube.com/watch?v=NiJBBasoU-g

  • Giuseppe Tarascio says:

    Laus, ti ringrazio moltissimo per la segnalazione!
    A mia volta, dopo aver visto il video, vi segnalo:
    a) dal minuto 6’33” al minuto 6’55” Karpov parla (in un pessimo inglese) della sua idea:” black strategy on dark squares, in black camp”, ricollegandoci al video precedente del Maestro Branca;
    b) la seconda segnalazione è su un mio atroce dubbio: ma Karpov si tingeva i capelli o aveva una parrucca?? 😆 😆 Chiedo scusa per la “lesa maestà” 😆

  • AntonelloMontanaro says:

    Ho guardato su youtube vari video di Karpov, sia quand’era giovane sia di quando era meno giovane e i capelli sembrano i suoi e attualmente non ho notato tinture. Ma la sua “particolare” capigliatura me la sono spiegata con una forte seborrea della cute (mi auguro per lui che non sia qualcosa di meno elegante!). 🙂 🙂 🙂

  • Giuseppe Tarascio says:

    Dopo esser caduti negli abissi del pettegolezzo, cerco di risollevare il livello tecnico del mio precedente post 😆
    Ai miei occhi, Karpov era…l’usurpatore del titolo di Bobby Fischer! Il fatto di aver ottenuto il titolo di Campione del Mondo a forfait, senza giocare, lo ha reso subito antipatico, agli occhi miei. Però, onestamente, anche lui se la passò male: dovette dimostrare che “valeva” il titolo! In pratica, Karpov dovette risolvere la madre di tutti i problemi:
    COME VINCERE LE POSIZIONI PARI?
    In effetti, a livello di GM, non si può giocare solo pensando”tanto prima o poi l’avversario mi lascerà un pezzo in presa”. E questo è lo stesso problema che affrontiamo noi comuni mortali, quando giochiamo contro qualche avversario più debole (sulla carta: ad esempio, con 200 punti ELO in meno).
    Karpov risolse il problema in modo molto istruttivo, passato alla storia scacchistica col termine “profilassi”.
    Mi spiego con un esempio.
    Se fate una ricerca su Google, trovate le solite risposte banali al problema:
    giocatore più forte può (e deve) rompere l’equilibrio in tre modi:

    1) cambiare la struttura pedonale (anche tramite sacrifici);

    2) Introdurre uno squilibrio tattico;

    3) introdurre uno squilibrio posizionale.
    Questa interpretazione è rischiosa, come ben sappiamo: perchè entrare in complicazioni tattiche dubbie, solo basandomi sul fatto che ho 300 punti ELO di più o solo perchè ho il titolo di “Campione del Mondo”? Non ha senso.
    Karpov, invece, si basava su un flusso del pensiero molto metodico ed organizzato:”Cosa vuole fare il mio avversario?” Se avete la pazienza di cercare, anche su questo mio orribile e confusionario sito esistono un paio di esempi nitidi (vedi Videoesercizio 7). La sensazione che ho sempre avuto, guardando le partite di Karpov, è stata quella di avere a che fare con una persona molto fredda, capace di controllare le sue emozioni, capace di giocare contro il n.2 al Mondo SCEGLIENDO LE STESSE MOSSE CANDIDATE che avrebbe giocato contro un Terza Nazionale.
    Credo che, attualmente, Magnus Carlsen abbia un approccio simile: non cerca lo squilibrio, il tatticismo, la confusione, ma cerchi sempre di conservare la calma e la fiducia in sè stesso, chiunque sia l’avversario. Come i motori! Ricordate quando i venditori di motori scacchistici promettevano “software human”? Era il giurassico dei motori. Poi hanno cercato solo l’ELO maggiore, creando una torre di Babele che li ha seppelliti (insieme ai loro lauti guadagni!).

  • Silvano Branca says:

    Anche per me Karpov era un personaggio non molto simpatico. Aveva eliminato il mio idolo, il giocatore col quale avevo iniziato a studiare seriamente gli scacchi. Però col passare del tempo e sbollita la rabbia e anche un po’ di delusione, capii che Karpov non aveva usurpato un bel niente. Era il mio eroe, Bobby Fischer, ad essere anche un po’ vigliaccamente scappato. Di Karpov si può dire tutto ma mai che abbia rinunciato ad affrontare l’avversario al momento più forte. Poteva con mille scuse evitare la prima sfida contro Korcnoj (l’ex-compatriota adottò mezzucci ignobili per disturbare la concentrazione di Karpov) che quasi perse e rifiutare anche di rigiocare il match con Kasparov del 1985 dopo le accuse di Kasparov alla FIDE e dopo quello interrotto nel 1984. E’ utile anche ricordare che Karpov riconquistò il titolo mondiale nel 1993 (sconfiggendo Timman) dopo che Kasparov aveva abbandonato il titolo FIDE fondando la PCA (un vero disastro) insieme con Short. Per me Karpov è stato Campione del Mondo dal 1975 al 1985 e poi dal 1993 al 1999. Kasparov considerato il più grande giocatore di tutti i tempi ha mantenuto il titolo solo per 8 anni in confronto ai 16 di Karpov. Poco conta se Kasparov dimostrò di essere il più forte giocatore del mondo dal 1990 al 2000 (disputò solo un paio di match validi per il SUO titolo mondiale). Ed è bene ricordare anche la frase da vero sbruffone prima del torneo di Linares del 1994. “Chi vincerà questo torneo potrà essere considerato il Campione del Mondo di tornei FIDE”. Vinse Karpov con 2.5 punti di vantaggio su Kasparov e Shirov. Karpov non ha mai avuto paura di battersi contro nessuno al contrario di Fischer e di Kasparov il quale evitò di incontrare uno Shirov al massimo della forma nel 1998 e che aveva annientato Kramnik nel match di Cazorla valido per designare lo sfidante di Kasparov. Non penso che Karpov sia stato il più grande giocatore di ogni tempo come non lo è stato Fischer e nemmeno Kasparov. Ogni grande giocatore è stato GRANDE in un determinato periodo di tempo. I se ed i ma si sprecano anche se alcune volte sorge spontaneo porsi delle domande forse senza senso ma comunque interessanti. Se Lasker avesse incontrato come era previsto Akiba Rubinstein nel 1912 come sarebbe andata a finire? Se Capablanca si fosse portato sul 3 a 1 nel match del 1927? Se Alechin avesse dato la rivincita a Capablanca come sarebbe finita? Se Botvinnik avesse perso il match contro Bronstein del 1951? (cosa possibilissima). Se Tal non avesse ecceduto con fumo ed alcol? Se Fischer non avesse avuto così tanta paura di perdere quel titolo ufficiale che pareva non interessargli fino al 1972 e che invece si rivelò fatale per il suo destino di uomo e giocatore? Tanti se. Per fortuna gli scacchi quasi per volere divino non vengono toccati dall’imbecillità umana restando il gioco più bello del mondo.

  • AntonelloMontanaro says:

    Cari Maestri, i vostri argomenti mi hanno fatto riflettere e mi spingono a dire la mia. Per iniziare anch’io sono un devoto di Fischer, lo considero impareggiabile, ma non tecnicamente parlando ma per quello che ha dato al mondo delle 64 caselle. Però ho amato da subito Karpov, come giocatore, si intende (forse perchè non ho vissuto il 1972, perchè nato successivamente). Però col tempo mi sono convinto che Karpov non sia stato uno stinco di santo, la sua “vicinanza” con le autorità politiche sovietiche è stata proverbiale, praticamente ogni presidente della FIDE è stato dalla sua parte (che dire di Campomanes? Spassky li chiamò “Karpomanes”!). Sul match del 1984 non si capisce bene bene cosa sia successo, ma Karpov è apparso con un’immagine più deteriorata rispetto al suo giovane e scaltro avversario.
    Maestro Branca mi permetto di dissentire sulla questione “Karpov è stato Campione del Mondo dal 1975 al 1985 e poi dal 1993 al 1999”. Premetto che la scissione del ’93 mi ha profondamnte disturbato, perchè ha creato molta confusione, ma dal ’85 sulla scacchiera c’è stato un solo numero uno! Chiunque avesse voluto ambire al trono, per forza di cose avrebbe dovuto affrontare Kasparov, cosa che è riuscita solo a Kramnik e non a Karpov! Avendo citato Kasparov mi verrebbe da dire (e ridire) molto, ma mi dilungherei ulteriormente, quindi concludo con un pensiero molto vicino a quello del M Branca: possiamo godere molto dei loro capolavori, ma sul piano umano costoro lasciano molto a desiderare!

    P.S. Spero che un giorno potremo continuare questi discorsi vis à vis, miei cari Maestri! 😉

  • gladio94 says:

    Segnalo, per chiunque sia interessato, la partita coi commenti di karpov.. https://www.youtube.com/watch?v=NiJBBasoU-g

  • francesco aliboni says:

    io probabilmente sono un caprone ma se al secondo tentativo di scacco alla seconda mossa della triangolazione messa in atto da karpov il nero con il re si mette nella casa c8 potete per favore continuare la partita e vincere??? io mi sono spaccato la testa ma non ne vengo a capo.
    Grazie davvero.

  • Silvano Branca says:

    Ciao Francesco.
    Ti scrivo solo le varianti principali dopo 19. … Rc8.
    Allora segue 20. Tc1+ Rb8 21. Dc7+ Ra8 22. Cd4! (Come puoi notare anche questa combinazione ruota attorno al punto d4) 22. … De4 (Altre possibilità 22. … Df6 e 22. … De5 che ti invito ad analizzare, senza usare motori) 23. A:a6! Tb8 24. Da5! D:d4 25. A:b7+ R:b7 26. Tc7 matto!
    Una combinazione straordinaria!

  • francesco aliboni says:

    Grazie, mi metto subito a lavoro.
    Motori ne utilizzo solamente su mie partite per analizzare varianti, ma cerco di limitarne l’uso dato che credo che possano “falsare” .
    Infatti ritengo che l’uso improprio dei motori a lungo andare crea giocatori (parlo di livelli come i miei ovviamente) che ragionando come macchine si precludano l’unico vantaggio che a l’uomo sui Computer, ovvero quel pizzico di fantasia che in talune situazioni può aiutare.
    A questo proposito vorrei porre una domanda che mi assilla da tempo.
    Storicamente gli scacchisti più forti (se escludiamo “varianti” come i vari Fischer Capablanca lo stesso Caruana per citare i maggiori) sono figure dell’est.
    Da sempre considerate persone culturalmente fredde distaccate per certi versi delle macchine, e parlo in linea generale non nello specifico riferito agli scacchi.
    Di contraltare nello studio degli scacchi a tutti i livelli viene considerata essenziale la componente umana chiamiamola l’anima i sentimenti il senso artistico che un essere umano (soprattutto se latino) ha.
    Mi sembra riduttivo limitare tutto al fatto che soprattutto nell’ex Unione Sovietica gli scacchi erano studiati fin dalla tenera età nelle scuole da tutti indistintamente.
    E’ una cosa che secondo me stride e non riesco a spiegarmi.
    Grazie.

  • Giuseppe Tarascio says:

    Lo strapotere dei russi (le “figure dell’est” di cui parli), però, non esiste più.
    Se diamo un’occhiata alla topten di oggi, 17 gennaio 2015, abbiamo un vasto range di nazionalità:
    1 Carlsen 2863.9
    2 Caruana 2815.0
    3 Grischuk 2810.0
    4 Topalov 2800.0
    5 Anand 2797.0
    6 Giri 2787.8
    7 Kramnik 2783.0
    8 Aronian 2782.9
    9 So 2781.4
    10 Nakamura 2776.0
    Olandesi, norvegesi, indiani, giapponesi, cinesi, un italo-americano…un po’ di tutto: è la globalizzazione!!

  • francesco aliboni says:

    In effetti da un’analisi è come dice lei ma il 40% sono dell’est ed in ogni caso se prendiamo i top 100 la % passa al 65/70 %. Io nn voglio essere frainteso, ovvero nessun pregiudizio, ma a questo punto forse è bene avere la consapevolezza che il meraviglioso esercizio che è il gioco degli scacchi “premi” delle menti più portate alla razionalità ed al mero calcolo che all’estro ed all’invenzione estemporanea.
    La ringrazio in ogni caso di avermi dedicato tempo.
    Francesco

  • francesco aliboni says:

    Ciao Silvano, non va.
    23.Axa6 bxa6.E poi ?
    Ma ipotizziamo 23. Axa6 Tb8 24.Da5 Tbc8(no Dxd4 dato che in questo momento il cavallo non serve alla donna) e poi x l’alfiere non ha più senso dare scacco e se mangio di torre a mia volta vengo ri pappato .
    Io non ci arrivo in fondo.
    Ed in tutto questo lascio stare Dc7 che in caso di cambio di donna il nero sta meglio dato che Ta8 nn si può vedere.
    Dimmi per favore.

  • Silvano Branca says:

    Ciao Francesco.
    Dopo 23.A:a6 b:a6 segue 24.Cc6!
    Dopo 23.A:a6 Tb8 24.Da5 Tbc8 il Nero perde la Donna dopo 25.T:c8+ T:c8 26.Ad3+

  • francesco aliboni says:

    Ciao Silvano.
    Grazie.
    Ci sono arrivato in fondo con molte varianti proposte.
    Non sò fino a che punto può servirmi un simile impegno su queste posizioni ma mi ero messo in testa di provarci.
    Con il motore (l’unico che sono riuscito a scaricare è ribka) ovviamente ho visto DOPO che il vantaggio del bianco era importante e che la situazione era diciamo semplice (per Karpov non per me).
    Comunque grazie ancora.
    Oggi è domenica e mi dedico full time alle lezioni del maestro.
    Buona Domenica.

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