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Quiz giornaliero

Inglese

LE IDEE DIETRO LE APERTURE

Apertura Inglese 1.c4

Una chiacchierata sul tema del controllo della casa d5- da parte del Bianco, per mostrare l’approccio moderno del Nero a tale problematica.
La partita commentata è Izoria,Zviad (2546) – Pert,Nicholas (2488) [A29] Hoogeveen Essent op Hoogeveen (6), 15.10.2003

Clicca qui per salvare il video: Idee dietro le aperture- Inglese (902)

28 Commenti a “Inglese”

  • elvan93 says:

    Ben detto ! Anche 1.c4 ha dei “contro” e non solo “pro”.

    Credo che il miglior modo di studiare un apertura è cominciare ad osservare i lati negativi , senza illudersi di aver trovato la mossa vincente .
    Però è una buona alternativa invece della solita e4 .

  • madame x says:

    Beh elvan, se esistesse un’apertura senza ” contro ” tutti la giocherebbero
    ti pare?

    Interpretazione stramba dell’inglese?
    Eccomi qua..purtroppo!

    “… giocatori che non vogliono giocare e4 , non vogliono giocare d4 e giocano l’inglese pensando che ci sia meno teoria da studiare ..Questa è una follia! “

    Scusami tanto Giuseppe ma questa follia me l’hai fatta credere tu nella tua videolezione 18 sull’inglese dove fra le tante cose dici queste testuali parole :

    “Il punto negativo è che non si tratta di un’apertura universale
    ( ma nessuna lo è) .
    I punti positivi è che si tratta di un’apertura che non richiede grossi sforzi di memorizzazione e che tra tutti i repertori disponibili per il bianco questo è il più corto perché non c’è da far paragone rispetto a e4 o d4.
    Se facciamo paragone con e4 è assurdo : è chiaro che solo a studiare la siciliana ci prenderà tanto di quel tempo che non avremo nessuna possibilità di migliorare rapidamente. E’ un’apertura abbastanza veloce da imparare e le idee sono relativamente poche :
    controllo della casa d5 e attacco sul lato di donna.

    Immagino già la risposta :
    le videolezioni sul sito sono free , quindi non ti fidare , sono “specchietti per le allodole” diversi da quelli seri del videocorso.

    Scusami ma ho qualcosa da dire su questo!

    Che le videolezioni messe sul sito abbiano contenuti “ a grandi linee”, appositamente poco approfondite perché gratuite , idee e linee generali , approfondimenti rivolti a chi sta seguendo le videolezioni a pagamento ecc..
    questo discorso mi sta bene , ci sta tutto e sono la prima a dire GRAZIE !
    ( basta vedere qualche mio altro commento sul sito dove ho sempre espresso sincera ammirazione per tutto questo lavoro ed impegno )

    Non capisco però il senso di inserire una serie di video ( come quelli sull’inglese appunto ) dove fai certe affermazioni per poi smentirle categoricamente qualche video dopo:

    “ …l’inglese è una delle aperture più complicate e delicate :
    richiede una grande competenza scacchistica per poterla giocare,
    non è un’apertura facile , c’è da studiare molta teoria “

    Sinceramente non capisco questi tuoi “specchietti per allodole.”!!

    Intanto bisognerebbe avere una competenza scacchistica uguale o superiore
    alla tua per poter giudicare i contenuti dei video e selezionare così quali siano “gli specchietti per allodole” e quali no
    perciò la maggior parte ( immagino ) degli utenti di questo sito si fidano
    di un bravo e serio istruttore come sei tu.
    Secondo motivo : quando ho stima e fiducia di una persona ce l’ho sempre .. non cambia a seconda delle circostanze così come un bravo e serio istruttore dovrebbe esserlo in ogni occasione e non cambiare a seconda delle circostanze.(gratuito o a pagamento).

  • Gulp! Che tirata d’orecchi! 😆
    Ok, facciamo una sintesi, tra questa e la Videolezione 18.
    Il repertorio lì descritto (e fornito anche in pdf) è oggettivamente una “Inglese facilitata” (an easy way to learn English Opening, troveremmo scritto su un libro). Confermo la sua validità ma, come sempre, quando si cerca di semplificare qualcosa che semplice non è, si corre il rischio di cadere nella banalizzazione.
    Mi spiego meglio: l’idea del cambio strategico Ag5xCf6 (Ce7) funziona SOLO in 2 condizioni necessarie e sufficienti:
    a) il Nero gioca 1…e5 (indebolendo la casa d5-. Cfr. Inglese 1)
    b) non gioca una precoce …h6.
    Nelle altre parti del repertorio (ossia quando il Nero gioca …d5 oppure fianchetta ecc.ecc.) questa idea semplice (cambio AxC) non è disponibile. Tutto qui! Quindi, il repertorio free è uno strumento valido, ma non sempre e non per tutti i livelli. ecco perchè NON lo consiglio a chi vuole fare attività agonistica ad alto livello.
    Tuttavia, in questo stesso video, avrai notato che ad un certo punto (in particolare al minuto 9’52”) mostro un miglioramento: setup con Ab2, per ovviare al miglioramento del Nero …h6!.
    Dunque: accetto le tue critiche, ma confermo il mio pensiero, che riassumo per iscritto.
    L’Inglese è apertura raffinata e complessa, e necessita di uno studio approfondito. Esistono sistemi che la semplificano, ma hanno dei limiti (quelli indicati sopra con i punti a. e b.). Anche se il Bianco può fare dei miglioramenti (Ab2 invece di Ag5xf6) deve SEMPRE ricordare che tale manovra NON è universale contro tutti i setup del Nero, come dimostrato dai 2 video “Analizza con Madame X” presenti su questo sito, sempre free.
    E’ ovvio che, ad un giocatore con velleità agonistiche, io preferisco consigliare 1.e4! oppure 1.d4! 2.c4! Se vuole giocare 1.c4 a livello magistrale, deve prepararsi ad un duro lavoro. Suggerisco, in pdf:
    Grandmaster Repertoire, The English Opening Vol 1 – Marin, M – 2009
    Grandmaster Repertoire 4,The English Opening Vol.2 (2010)-Marin,M
    Grandmaster Repertoire 5,The English Opening Vol 3- 1 c4 c5-Marin,M (2010)
    Sono libri di 3-400 pagine ciascuno, ma sono completi ed adatti da ELO 2200 in su.
    P.S. nella pagina Libri puoi trovare una nutrita bibliografia sull’Inglese e… non solo. Ti invio la password via mail, per farmi perdonare 😆

  • madame x says:

    Ora ho capito meglio.
    Scusami se sono stata un pò aggressiva, il fatto è che mi son resa conto
    che ho perso del tempo prezioso ad inseguire una chimera:
    avrei dovuto spenderlo per approfondire meglio l’apertura che già usavo!
    Ora mi ritrovo a giocare l’inglese con la consapevolezza che, se con i giocatori di mio pari livello riesco a cavarmela tutto sommato abbastanza bene
    ( ma questo penso anche se avessi studiato e4 oppure d4 ),
    in torneo con giocatori più forti mi ritrovo spesso ..in un ginepraio!!

    Ora mi sembra inutile intestardirsi e studiare libri sull’inglese come una pazza:
    ho appena iniziato il grado 7 del videocorso, mi porterà via tempo ed è mia intenzione applicarmi in questo per adesso poi, col tuo aiuto spero ,cercheremo assieme l’apertura più adatta a me..
    Grazie

  • il fatto è che mi son resa conto
    che ho perso del tempo prezioso ad inseguire una chimera:
    avrei dovuto spenderlo per approfondire meglio l’apertura che già usavo!
    Ora mi ritrovo….

    Non è mai tempo perso, quello dedicato allo studio di un’apertura! E, comunque, l’Inglese “in versione semplificata” è perfettamente giocabile, ora e sempre, nei secula seculorum.
    Solo che ora hai la consapevolezza che ha bisogno di qualche aggiustatina, di qualche approfondimento ulteriore. Ma quale apertura non ha limiti o difetti?

  • Giusto per curiosità, posto l’apertura di una partita del torneo amichevole “per corrispondenza” che stiamo giocando su Chess.com (maggiori particolari nel Forum):

    DanieleCosta90 – TarascioGiuseppe
    1. c4 c5 (Inglese simmetrica) 2. g3 g6 3. Ag2 Ag7 4. Cf3 Cc6 5. O-O e5 (la spinta e7-e5 è stata eseguita, ma…) 6. d3 Cge7 7. Cc3 d6 (il Nero ha adottato il cosiddetto “setup russo”) 8. Ag5 (il Bianco si prepara al cambio strategico alfierexcavallo, al fine di indebolire il controllo del Nero sulla casa d5) 8…f6. Fine del piano “easy” del Bianco.

    Ovviamente, il Bianco ha tanti altri piani a disposizione (in partita il Bianco ha poi giocato la spinta b4, ma purtroppo al momento sbagliato ed ha concesso al Nero un pericoloso pedone libero sulla colonna b-), ma è ovvio che si deve essere pronti ad affrontare diversi setup del Nero. Infatti, nel video ad un certo punto dico, rivolto al Bianco, “Warning!” ossia “Attenzione!”.
    Forse ho sbagliato la pronuncia inglese, come al solito?!? 😆 😆

  • acucca says:

    Scusate se intervengo nella diatriba sollevata da Madam X sull’apertura Inglese, premetto che non sono un maestro come il grande Tarascio (che apprezzo molto per la passione per questo gioco che traspare da tutto quello che fa e dice), ma nella mia esperienza credo che le aperture più aggressive e corrette per ottenere un vantaggio per il bianco siano: d4, e4 e Nf3 … fine della lista!

    L’apertura inglese è una seconda scelta secondo me, che concede al nero molte possibilità di pareggiare facilmente il gioco e lottare per l’iniziativa.

    Indubbiamente rispetto ad altri impianti concede al nero molte meno possibilità tattiche nelle prime fasi di gioco pertanto la ritengo una scelta plausibile per un giocatore posizionale o per evitare una rapida catastrofe in aperture più taglienti … poi è anche vero che può essere interpretata in modo aggressivo, ma questa è solo una scelta del bianco più che del nero .. infatti personalmente non la amo molto da affrontare con il nero!

    Per un giocatore posizionale d4 e Nf3 restano le scelte candidate … per uno aggressivo oltre ad e4 vanno bene anche le altre 2, perchè anche d4 e Nf3 si prestano ad un trattamento aggressivo.

    Su c4 io gioco almeno due linee che secondo me concedono buone prospettive al nero:

    – 1) 1.c4 Nf6 2.g3 e5 3.Bg2 Bc5 4.Nc3 Nc6 5.Nf3 d6 6.O-O (si può anche inziare con 2…e5 e poi confluire in questa linea.

    – 2) 1.c4 e5 2.Nc3 Nf6 3.Nf3 Nc6 4.g3 d5 5.cxd5 Nxd5 6.Bg2 Nb6 7.O-O Be7 8.d3 O-O 9.b3 Be6 10.Bb2 f6 11.Rc1 Qd7 12.Ne4 Rad8

    Ci sarebbe anche una linea con la simmetrica, ma devo confessare che rispetto alle precedenti non non convince altrettanto:

    – 3) 1.c4 c5 2.Nc3 Nf6 3.g3 d5 4.cxd5 Nxd5 5.Bg2 Nc7 6.Nf3 Nc6 7.O-O e5 8.d3 Be7 e secondo me qui ed in altre linee analoghe il bianco mantiene una lieve preferenza in posizioni sostanzialmente poco tattiche rispetto a quanto ottenibile con le due linee precedenti e con altre aperture.

    La mia sintesi è la seguente … l’inglese va giocata iniziando con 1.Nf3 e poi c4 evitando le linee con 1…e5 che sono le più promettenti per il nero!

    Tutto ciò premesso io non giocherò mai l’inglese … la trovo troppo posizionale per i miei gusti! 😉

    un saluto 😀

    Andrea

  • madame x says:

    L’apertura inglese è una seconda scelta secondo me, che concede al nero molte possibilità di pareggiare facilmente il gioco e lottare per l’iniziativa.

    Infatti..e non solo : secondo me il nero è lasciato un pò troppo libero di fare quello che vuole in apertura e,il più delle volte, non ha nessuna difficoltà a controllare bene il centro .

    La mia sintesi è la seguente … l’inglese va giocata iniziando con 1.Nf3 e poi c4 evitando le linee con 1…e5 che sono le più promettenti per il nero!

    Pensa che quando il nero mi risponde con 1…e5 io son tutta felice e contenta perchè ritrovo le linee spiegate nelle videolezioni del Maestro Tarascio e posso controllare meglio la casa d5 rispetto a 1..c6 o 1… e6 🙂

    Poi leggo nell’enciclopedia delle aperture di Gabor Kallai testuali parole :
    …qui la risposta simmetrica c4 – c5 costituisce la replica migliore e più indipendente all’avanzata del pedone c del Bianco…

    Io ho sempre pensato che questa fosse una linea molto , molto tranquilla..una possibile patta insomma ..chissà perchè!
    Forse perchè quasi tutti i miei avversari che hanno risposto con la simmetrica copiavano poi anche tutte le altre mie mosse e andava a finire patta.

    La verità, che mi piaccia o no, è che non la conosco abbastanza per giocarla come si deve e che , in tutto questo tempo che l’ho giocata ( 2 anni circa ) non ho fatto progressi in tal senso.

    Grazie per il commento Andrea , trovo utile confrontarmi con altri giocatori e approfitto dell’occasione per chiederti un consiglio ” da giocatore” :
    se volessi cambiare apertura su quale sarebbe meglio orientarsi?
    Una “sorella” dell’inglese ( catalana d4- c4 Cf3 ..)visto che , bene o male ,conosco già un pò i piani di gioco o torno alla mia vecchia e4 ormai in dimenticatoio ?
    Avevo paura della siciliana perciò l’ho cambiata ma sai una cosa?
    Son quasi tentata di prendere il toro per le corna e..studiarmi la siciliana una volta per tutte! 🙂

  • La mia sintesi è la seguente … l’inglese va giocata iniziando con 1.Nf3 e poi c4 evitando le linee con 1…e5 che sono le più promettenti per il nero!

    Andrea

    Devo interrompere questo scambio di opinioni, in quanto mi ricorda molto i posts di Forum per principianti, tipo giocareascacchi.it
    Lì una tipica conversazione è:
    A: “Ragazzi, quale apertura mi consigliate?”
    B: (il solito Non Classificato anonimo, privo di qualsiasi esperienza a tavolino) “Gioca l’Ippopotamo”
    C: (l’incapace di turno, che si autoproclama più forte di un GM, anzi un GM++ anonymous) “Gioca il Riccio, l’ho visto giocare da Fischer”
    D: (lo smanettone, NC da una vita ma convinto che la forza del suo motore si sia trasmesso a lui tramite un cavo USB infilato chissà dove :lol:)”Ragazzi, è forte davvero! Guardate questa mia partita a 3′ su Chess.com, giocata 5 minuti fa”.
    E così via, di chiacchiera in chiacchiera, avvitandosi senza fine.
    Conosco sia Madame X sia acucca (conservo il suo database di partite, con aperture allucinanti. Ti sconsigliai subito di seguire il mio Videocorso, ricordi?). Devo rilevare che, purtroppo, sono affetti dalla stessa malattia: “switch syndrome”, una turba che spinge i malcapitati a cambiare l’apertura, convinti che da lì dipenda la loro fortuna/sfortuna. Come mi scrisse qualche mese fa un seconda nazionale:”Mi dai un repertorio d’aperture con cui confrontarmi con i 2 Rombaldoni, Drnyvyl, Sibilio, Bruno ed altri forti a semilampo … mi può aiutare in questo?!” Ma qui ci vuole Harry Potter o… Wanna Marchi! 😆

    Desidero quindi modificare il significato della discussione, rilevando una imprecisione tecnica, che ha risvolti anche pratici:
    – 1.Cf3 (seguita da c4) è l’apertura Reti
    – 1.c4 è l’Apertura Inglese
    Quali sono le differenze? Enormi, da un punto di vista concettuale.
    Il Maestro Richard Reti (1889-1929) fu uno dei fondatori della Scuola Ipermoderna, un gruppo di giocatori che negli anni ’20 cambiò drasticamente il modo di interpretare il centro a Scacchi. In estrema sintesi: invece di occupare il centro, intendevano attaccarlo da lontano.
    Dopo 1.Cf3 il Bianco impedisce …e5 (prima differenza con l’Inglese) e permette …d5 (il Nero occupa la casa d5. Nell’Inglese, è il Bianco che cerca di occuparla con un cavallo! Seconda differenza). Poi attacca il pedone d5 con la mossa c4 (undermining move) supportata dal pedone d3 e da un CAVALLO IN d2 (terza differenza: non Cc3 ma Cbd2 o addirittura Cf-d2). La conseguenza negativa di Cd2 è la limitazione dell’Ac1, che va sviluppato tramite b3+Ab2. Quindi, un setup col doppio fianchetto (Ab2+Ag2) puntato contro il CENTRO del Nero.
    Inutile dire che manovre come Ag5xf6 non erano concepibili, all’epoca. Imperava la Scuola Classica (Steinitz) che propugnava la superiorità dell’Alfiere. La Scuola Sovietica di Chigorin (favorevole al Cavallo) era vista con sospetto.
    Alcuni piani si intersecano con quelli dell’Inglese (Piano B e Piano C), che qui riassumo:
    A. Cessione completa del centro (ritardare c4 o d4, giocando Cf3/g3/Ag2)
    B. Una precoce spinta di rottura nel centro con d4 (preparata solo da Cf3)
    C. Occupazione ritardata del centro (preparare la spinta d4 con e3)
    D. Attacco sul lato di Donna (setup d3,g3,Ag2,Cf3 seguita da Tb1,b4-b5)
    E. Sistema Botvinnik (c4,d3,e4)
    F. Maroczy bind (c4, e4, d4 seguita da c5xd4)

    Ricordo che il repertorio della Videolezione 18 è dedicato SOLO ED ESCLUSIVAMENTE al piano D) (lo scrivo esplicitamente in quella pagina: prego Madame X di controllare). Pertanto, chi vuole approfondire, può farlo tranquillamente SENZA “cambiare apertura” o senza “alzare polveroni”.

    P.S. Mi dispiace fare sempre la parte del saccente. Lo so, state pensando entrambi male mio, ma devo anche mettermi nei panni dell’incauto visitatore del sito.

  • madame x says:

    Premetto una cosa: visito e seguo con regolarità ed attenzione questo sito perché ho la convinzione che qui si impara veramente qualcosa sugli scacchi.
    Questo seguendo il videocorso, le videolezioni free, i consigli del Maestro Tarascio e anche……scambiando opinioni con altri giocatori.

    Sicuramente concorderai con me Giuseppe che “ gli scambi di opinioni” fra giocatori non avvengono solo su forum tipo “giocareascacchi.it” ma avvengono comunemente anche nei circoli, nei tornei, nei raduni, fra amici ecc..
    con una sola differenza importante : se sono fatti privatamente lasciano il tempo che trovano, se fatti pubblicamente invece possono essere una preziosa occasione per imparare qualcosa perché possono essere oggetto di critica e di discussione come in questo caso.

    Qual è la differenza importante fra un sito come giocareascacchi.it e questo?
    ( parlo senza criticare e senza nessun astio ma esprimo semplicemente una mia opinione sia ben chiaro! )
    Che qui abbiamo la fortuna di avere un bravo Maestro.
    Un valido istruttore che , con le sue critiche ,ci aiuta a valutare ,
    rivalutare e rivedere le nostre “certezze” mentre nell’altro si risolve
    tutto in una chiacchierata fra amici .
    Quindi ben venga la tua parte di “ saccente” anzi, grazie per questo!
    Perché però “censurare” le pubbliche chiacchierate fra giocatori se questo può essere un modo per confrontare le proprie idee e dubbi?
    Non penso si impari solo ascoltando ma soprattutto discutendo!

    Non so se sono affetta dalla sindrome “ switch sindrome” forse …ma non è importante questo!
    Posso solo dirti che non penso affatto che le mie sfortune dipendano
    dall’apertura scelta, infatti ho scritto nel commento sopra che ,
    IO non la gioco bene..non che l’apertura non sia buona.: mai scritta una cosa simile in questo forum ( se ti risulta diversamente trovami il passaggio ..).
    Detto questo, non penso sia una turba voler cambiare apertura :
    seguo semplicemente i tuoi consigli.
    Dopo due anni che gioco esclusivamente l’inglese ho pensato di provare ad avvicinarmi e giocarne anche altre :
    l’hai detto tu in molti video che un giocatore forte deve o dovrebbe conoscere molte aperture quindi per conoscerle bisogna studiarle..altro modo non c’è mi sembra!
    Tu hai giocato sempre e solo la stessa apertura?
    Non penso proprio, qual’è stata la motivazione che te l’ha fatta cambiare?

    In ultimo..ho capito perfettamente ( e l’avevo capito anche prima ) che la videolezione 18 mostrava solo il piano D : eri chiaro nel tuo video e anche dai commenti dopo si capiva, non è che io sia proprio una stupida , fin là ci arrivo!
    La critica che ho fatto ( e che confermo ) era rivolta alla tua introduzione fatta in quel video sull’apertura inglese in generale e, ripeto , non parlavi affatto di quella linea specifica ma dell’apertura inglese in GENERALE
    ( prego di controllare ) , questo mi ha fatto inseguire una chimera..
    non certo il cambio del cavallo in f6 !
    Il seconda nazionale che ti ha chiesto un repertorio per vincere con Rombaldoni & Company penso volesse solo scherzare: è come chiedere un libro per diventare
    in breve tempo un GM..
    Bisogna cercare in libreria nella sezione fantascienza!

  • Non ho censurato nessuno dei 2 intervenuti. Vi ho solo invitati a non cadere nella trappola del “gioco questa, tu rispondi così e poi…. ah è finito il tempo. Ho vinto”. Oppure nella trappola del “quale apertura giochi tu? Ah, ok, la gioco anch’io. Poi tra 6 mesi cambio”.
    Copio ed incollo dal GM Nigel Davies:

    I hope that you will not try to read this book from cover to cover at the first sitting. Learning a new opening should be a gradual process by which you try to get used to the types of positions that arise and experiment with them before introducing them into your tournament repertoire. The way I suggest you do this is as follows:

    1) Familiarize yourself with the opening by playing through all the games at speed. At this stage you should ignore the notes and sub-variations so as not to miss the wood for the trees.

    2) Experiment with the opening in quick games, at your local club or on the internet (www.freechess.org or http://www.chessclub.com).

    3) Look up the lines that occurred in your games and cross-check your play against the lines given in the book.

    4) Repeat steps 2 and 3 for a month or two.

    5) Study the book more carefully, working from cover to cover and making notes about any points of interest. Analyse the positions that interest you with a friend or chess engine.

    6) Adopt your new weapon in tournament games and matches, but not in every game at first.

    7) Analyse your tournament games to establish what was happening and whether you or your opponent could improve.

    Nota che in nessuno di questi suggerimenti potremmo infilare una frase tipo: “Contro 1. c4 gioca questo o quest’altra mossa”. Studiare le aperture è un processo che richiede varie fasi. Chiedi a te stessa:”Ho seguito questi steps?”

  • acucca says:

    Purtroppo Tarascio ha ragione, l’obiezione sulla Reti è giusta … in verità il mio punto di vista è molto condizionato dal fatto che non gioco mai d5 nè contro 1.d4, nè contro 1.Nf3, l’unica eccezione è contro la Catalagna (come la definisco io) in cui d5 mi piace.
    Quindi dal mio punto di vista personale dopo 1.Nf3 c5 o 1.Nf3 Nf6 con c4 si rientra in un’inglese classica senza consentire al bianco la spinta in e5.

    Tuttavia come notava giustamente il maestro, se il nero spinge direttamente con 1…d5 la musica cambia parecchio e dopo 2.c4 il Nero potrebbe anche giocare 2…d4 (in stile Benoni) entrando in schemi totalmente diversi dall’inglese.

  • madame x says:

    No! 🙂

  • acucca says:

    Per Madam X: io non ho considererato c6 ed e6 con l’idea d5 contro l’Inglese, perchè non gioco mai la slava e l’ortodossa quindi sono fuori dal mio repertorio, però sono anche quelle delle idee valide contro l’Inglese.

    Per il maestro Tarascio: mi spiace contraddirla ma io non cambio affatto con facilità il mio repertorio … ho sempre giocato 1.e4 con il bianco e pure la Siciliana aperta (temerario e sconsiderato commenterebbe Tarascio), mentre con il nero gioco l’indiana (volgarmente detta nimzoindiana ma Nimzowitch non fu il suo vero inventore come direbbe sempre il maestro) e la bogoindiana da una vita … però devo ammettere che dopo 2 decenni di e5 contro 1.e4 con il nero sono passato da un paio d’anni all’odiata Siciliana con buoni risultati. Non credo sia oggettivamente migliore di 1.e5, ma genera posizioni più variegate e complesse, quindi offre al nero maggiori possibilità pratiche di vittoria. Anche perchè su 1.e4 e5 rispondo 2.Nf3 (subendo anche la fastidiosissima Difesa russa 2…Nf6), infatti non ritengo oggettivamente valido il gambetto di re, che ha indubbiamente il pregio di constringere forzatamente il nero in posizioni molto tattiche, ma ha il difetto di portare in posizioni oggettivamente tutt’altro che superiori per il bianco (neanche lievemente).

    Detto ciò non credo che questa si possa definire una “switch syndrome”, semmai il contrario! 😀

  • pinkmoon says:

    A mio modesto parere di giocatore sia a tavolino che per corrispondenza , mi pare che molte volte l’importanza legata alla conoscenza dell’apertura da parte dei “dilettanti” si ritenuta troppo rilevante soprattutto se confrontata con lo studio di elementi di stategia e di tattica elementare.
    La complessità della valutazione di una posizione determina secondo me la forza di un giocatore ed il lavoro riguardante questo aspetto è un elemento più importante per la propria crescita scacchistica che un aggiornamento sulle aperture magari giocate dai top GM.
    Lo studio critico delle proprie partite fatto se possibile insieme ad un giocatore di livello magistrale , porterà sicuramente ad un miglioramento della comprensione del gioco nelle varie parti della partita.

  • madame x says:

    Naturalmente condivido in pieno il tuo commento pinkmoon: del resto sintetizza quello che dice sempre anche il Maestro Tarascio
    però….
    quando ci sediamo a tavolino tutti dobbiamo giocare un’apertura
    ( il finale non si sa se verrà giocato 🙂 ).
    Secondo me, l’importanza di studiare bene un’apertura sta nel fatto che devi
    sapere come e dove sviluppare i pezzi per avere un mediogioco in cui si possa giocare agevolmente , con i proprio pezzi sviluppati nelle case più giuste
    ( per quella struttura pedonale ad es. ).
    A volte, quando ho chiesto, a giocatori forti più forti di me , il perchè di qualche cambio ,mi son sentita rispondere semplicemente che in questa apertura non si deve fare questo o quest’altro ( cambiare l’alfiere campochiaro, set-up dei cavalli ecc..)come fosse una cosa ovvia.
    Non dimenticiamo infine che certe “trappole ” si nascondono molto bene dietro a normali mosse d’apertura .
    Basta studiare tattica, strategia generale e allenarsi nelle valutazione della posizione per cavarsela ugualmente ?
    Forse si, non lo so.
    Sono piena di dubbi ultimamente : più conosco e più dubbi mi vengono! 🙂
    Forse tutto è racchiuso nella diversa interpretazione su cosa si intende per “studiare un’apertura”: forse ho dato fin’ora troppa importanza alla sequenza delle mosse ( che a volte gioco quasi meccanicamente), infatti alla domanda del Maestro Tarascio se ho seguito o meno gli steps sopra ho dovuto rispondere sinceramente no! 🙂

  • enzo scardamaglia says:

    Premetto di essere un giocatore mediocre, la cui passione è inversamente proporzionale alla destrezza, ma appunto per questo condivido quanto dice madame x. Sono convinto che tattica, tattica, tattica deve essere il mantra che guida giocatori delle categorie nazionali (e tutto sommato ho visto che è cosi) ma appunto per “giocarsela di tattica” in medio gioco significa avere una posizione non disastrosa dopo 10 mosse. Ora, conoscere almeno un pò le aperture significa evitare i trabbocchetti e non stringerti un cappio attorno al collo durante le prime mosse. Muoversi nelle prime fasi di un’apertura senza conoscerla, significa usare una quantità di energie spaventosa ed essere già stremati prima dell’arrocco….(tranne se possiedi un talento spaventoso ma non è il mio caso)
    Ora arriverà la rampogna del Maestro…….

    ciao

  • Ora arriverà la rampogna del Maestro…….

    Forse ti sorprenderà, ma sono pienamente d’accordo con te.
    Hai identificato perfettamente il problema: chi è nato prima, l’uovo o la gallina?
    A) Sono bravissimo in mediogioco (tattica/strategia), ma non so niente di teoria delle aperture. Risultato: perdo, in quanto entro sempre in mediogioco inferiore.
    B) Sono “tutto teoria”, conosco sotto-sotto varianti, ma appena inizio a pensare io (in mediogioco), rovino tutto. Risultato: perdo.
    C) Me la cavo in apertura (parità); me la cavicchio in mediogioco, raggiungo un finale dignitoso ma… non conosco i finali! Risultato: perdo.

    Per uscire da questo circolo vizioso, dobbiamo darci la seguente Regola:
    Per ottenere buoni risultati a livello agonistico, occorre essere preparati in tutte le fasi della partita (apertura/mediogioco/finale). Dura lex, sed lex.
    Il guaio dello scacchista è che pretende sempre di partire dallo studio dell’apertura, basandosi sulla ovvia affermazione (leggi sopra Madame X)

    “quando ci sediamo a tavolino tutti dobbiamo giocare un’apertura (il finale non si sa se verrà giocato )

    .
    In realtà (purtroppo) non si può “comprendere” le mosse della teoria delle aperture se non si comprende PRIMA il modo con cui trattare il mediogioco. Esempio? Prova a convincere un principiante che 1.Ch3 (Ammonia Opening) è un modo sbagliato per iniziare una partita di Scacchi. Non ci riuscirai mai. Il motivo è ovvio: quando lui, nella sua ingenuità (santa ingenuità! :lol:) ti chiederà:”Qual è la demolizione?” tu non potrai mostrargliela, ma tu SAI perfettamente che non è buona. Giusto? E perchè lo sai? Perchè hai delle buone basi strategiche. Perchè conosci il significato di parole quali centro, sviluppo, mobilità, attività dei pezzi. E la mossa 1.Ch3 contraddice al volo tutti e 4 questi Principi (le Regole d’Oro delle aperture).
    Chess is hard, very hard.

  • Supernezh says:

    Buona giornata a tutti,
    ovviamente il Dottor Tarascio ha ragione sulla dura regola di cui ci dobbiamo dotare per non annaspare nelle battaglie a tavolino,e concordo pienamente con il signor Scardamaglia riguardo alla tattica sovrana soprattutto per noi categorie nazionali,approfittando anche per dare conforto a Madame X,attanagliata in questo periodo da atroci dubbi(benvenuta nel club!!,ahahah,e a proposito,complimenti per i tuoi post nel “lato b degli scacchi”,mi piacciono molto,soprattutto per i tuoi interventi sul mitico Misha,fa impazzire anche me!) e quindi,per quello che serve,offro la mia spesso dolorosa ed ingenua esperienza;nel 2009,al torneo di Palestrina,al primo turno,becco il MI Vuelban,ero emozionato,era il mio primo incontro a cadenza lunga con un MI,ma presto divenni spavaldo,perchè volevo fare bella figura,e mi dissi:”non hai nulla da perdere,gioca col sangue agli occhi”,e così feci,anche perchè ero convinto di essere preparatissimo e di sapere benissimo cosa significasse studiare e conoscere un’apertura(illuso…)tra l’altro ero passato da poco 1N e mi sentivo fortissimo,ahahah.Bene,ci stringiamo la mano e Virgilio apre e4,ed io,contentissimo,rispondo d6,mi ero appena sparato a memoria moltissime varianti di”La difesa Pirc-Moderna”di Nunn,soprattutto dell’attacco austriaco con c5,e con mia sempre maggiore sorpresa vedevo che Vuelban stava facendo una gara di memoria con me,ed io per niente impaurito,rispondevo immediatamente mossa su mossa,tanto che ,non esagero,in due o tre minuti eravamo già suppergiù alla ventesima mossa di una nota variante teorica,e subito si formò una piccola processione di giocatori attorno al nostro tavolo,possibile che una mezza calzetta tenesse testa così platealmente ad un MI?….in breve,sul volto di Vuelban percepivo un certo spazientimento,ma lui non deviava,forse,giustamente,l’orgoglio di non poter sapere di meno rispetto ad una 1N anche in mero fatto di ricordare varianti teoriche,glielo impediva…Arriviamo rapidamente al punto critico,in cui il Bianco,secondo un’analisi del GM Seirawan contenuta nel libro, doveva eseguire una ricattura con una mossa controintuitiva di re,”altrimenti il Nero otterrà molto da questa posizione”….si,ed io che ci faccio con questo molto??Con mio sommo stupore,Vuelban ricattura di torre,ed io non riuscivo a crederci e a controllarmi,possibile,è reale quello che sta accadendo?un turbine di emozioni mi sconvolse letteralmente,e chiaramente subito dopo,invece di eseguire la mossa che mi avrebbe dovuto portare in netto vantaggio(si,ma dopo avrei dovuto convertirlo in vittoria….) commisi un lapsus mani,e,in quel finale, venni rapidamente massacrato….Non appena,afflitto,firmai il formulario,un contrariato Vuelban mi disse nel suo improbabile italiano,:”io sbagliato,io apro d4 e vinco facile con te”,ovviamente aveva ragione….Essere preparati in tutte le fasi della partita,già…Come trovo pregnanti e vere le parole del GM Davies!Quante volte le ho disattese!Come scrive il GM Suetin:”il miglior insegnante nel conseguimento di un approccio critico allo studio della teoria delle aperture resta comunque la pratica,solo essa in definitiva determina la misura corretta della vostre conoscenze in apertura”è in linea con il secondo e terzo suggerimento di Davies,ed infatti quest’anno,in cui ho ripreso a giocare,sto facendo così,nei semilampo (A Roma ho la fortuna di poter giocare anche più di una volta a settimana,e contro forti maestri)mi porto dietro un quaderno e subito dopo le partite,in attesa del turno successivo, cerco di scrivere il più possibile le mosse delle partite,sforzandomi di giocare sempre il mio repertorio,essendo d’accordo col maestro Tarascio sul tennis e il ping pong,però quando il tuo repertorio è testato da gente come Sibilio,Testa,Quimi,Corvi,Napoli e compagnia bella,secondo me anche i semilampo possono essere istruttivi,e poi a casa con calma,grazie anche a qualche dritta datami da questi forti giocatori dopo le partite cerco di analizzare le mosse d’apertura in relazione a tutti gli elementi,soprattutto come la struttura pedonale permette o inibisce la mobilità dei pezzi e come nascono gli attacchi che puntualmente mi sferrano questi maestri nelle aperture che gioco.Certo,è un processo lungo e doloroso sovente(mettiti a scrivere le mosse subito dopo che l’arguto Mario Sibilio,o il fulmineo Marco Quimi ti hanno spappolato….)ma credo che possa essere una maniera molto proficua per studiare le proprie aperture,per poi utilizzarle in ciò che conta davvero,cioè le partite lunghe.Quindi Madame X,a mio modesto parere,persisti ancora nella tua inglese,giocala tanto,e chiaramente studiala tanto,hai un’istruttore qualificato che è in grado di tenerti alla larga da vicoli cechi e strade sbagliate in questo,e vedrai che i miglioramenti arriveranno sicuramente!ammenochè non ti sia salita a noia,in quel caso come dice Suetin,cambiare apertura è opportuno…Immagina che dopo sette o otto anni,sonno divorato da un atroce dubbio,abbandonare la Pirc e tornare alla Scheveninghen?bah….il problema è che fra due settimane mi aspetta il ragionale del Lazio,aiuto!!!potrei varare un ibrido e chiamarlo Pirzenghen,ahahaha(ma i sacri libri proibiscono e6 con il fianchetto di re…)
    Oscar

  • madame x says:

    Che bello il tuo racconto!
    L’ho riletto due volte: l’entusiasmo e la passione che ci metti è contagioso!

    ”altrimenti il Nero otterrà molto da questa posizione”….si,ed io che ci faccio con questo “molto”??

    Bellissimo questo passaggio!!
    In molti libri di scacchi si trovano queste affermazioni che poi non sappiamo bene come tradurre! 🙂
    Devo dire che Vulban sarà anche un bravissimo IM ma mi sta antipatico anche se non l’ho mai visto :
    non sopporto i giocatori che dico cose così o similari a fine incontro:
    “ io sbagliato, io apro d4 e vinco facile con te”.
    Non ha ragione perché non lo può sapere!

    Se discutiamo di un piano, una variante o di una mossa, ci sta e fa parte
    dell’analisi della partita appena giocata altrimenti…zitti!!

    Sarebbe stato giusto invece se ti avesse detto:
    “ TU GIOCATO BENE! “
    Non capisco perché, per molte persone, sia sempre così difficile fare un complimento o dire qualcosa di positivo!

    a mio modesto parere,persisti ancora nella tua inglese,giocala tanto,e chiaramente studiala tanto

    Eh no! Ho deciso di seguire le indicazioni del Maestro Tarascio che consiglia ai suoi studenti, giocatori agonisti, come prime scelte e4 o d4.
    Ho deciso che inizierò lo studio di e4 e questo per due motivi:
    lo scopo di una partita a scacchi è mattare il Re quindi perché attaccare sul lato di Donna?
    Secondo motivo: sono una giocatrice aggressiva ( specialmente in questo periodo) e devo scegliere aperture con gioco aggressivo!
    Ah ah ah.. Immagino la faccia del Maestro Tarascio..sarà caduto dalla sedia!

    Scherzi ( non tanto ) a parte, checché se ne pensi, non è mai facile per nessuno cambiare apertura.
    Giocare sempre la stessa ti dà sicurezza quindi non si cambia tanto per!
    Al circolo dove vado mi hanno consigliato diverse volte di cambiare apertura e non perché pensano che l’inglese non sia buona ma perché trovano giusto che, al mio livello di gioco, impari a giocare con diversi tipi di strutture pedonali, piani, mediogioco ecc..
    Proprio ieri il Maestro Carlo mi ha detto:
    ” Conosco un tipo che ha giocato per tutta la sua vita il “Colle” e nient’altro.
    Tutta la vita con stò pedone in c3..che palle!! 🙂
    Ciao

  • In quasi 40 anni che gioco a Scacchi, ne ho viste e sentite di tutti colori. Pertanto, non è facile farmi cadere dalla sedia. Comunque, per sicurezza (“per Profilassi”, direbbe Nimzowitsch) leggo i posts con le cinture di sicurezza allacciate alla sedia… 😆
    Gli scacchisti dilettanti si dividono in due categorie:
    1) Quelli “fedeli” per tutta la vita alla stessa apertura;
    2) Quelli che cambiano sempre apertura (gli “infedeli”).
    E’ come con le donne: ci sono i monogami ed i fedifraghi; quelli che festeggiano le nozze d’oro e quelli che festeggiano la conquista n.100 e così via.
    Ogni categoria ha aspetti positivi e negativi.
    1) Il “fedele”. Ad esempio, quello che ha giocato il Colle per tutta la vita, ha goduto di una serie notevole di vantaggi. Non ha mai perso per il tempo; sta tranquillo almeno sino alla mossa 10-15; sa cosa fare in mediogico (“devo spingere e3-e4”); addirittura talvolta entra in un finale noto (“Colle ending”). Di solito, si accusa tale giocatore di essere noioso, ripetitivo ma, soprattutto, PREVEDIBILE. “Il tuo avversario può prepararsi meglio, contro di te. Sa cosa giochi!” C’è un fondo di verità in ciò, ma bisogna anche dire che l’avversario, per “demolire” l’aapertura del “fedele”, dovrà a sua volta essere “infedele” rispetto al suo repertorio abituale. Insomma, non è facile fare una somma algebrica dei vantaggi e degli svantaggi.
    2) “l’infedele”. E’ uno che si gode la vita (scacchistica). Ogni torneo è un’esperienza nuova ed affascinante. Una volta vidi un amico 2Nazionale (Armando) giocare un gambetto teorico pericolosissimo contro un 1Nazionale. Uscì dalla teoria e fu distrutto. Nel dopopartita, mi avvicinai e gli mostrai la linea corretta. Poi chiesi:”Perchè sei uscito dal libro? Avevi mai provato in amichevole questo gambetto?” E lui:”Eh…Se non si provano in torneo queste aperture, e quando si provano?”. Se questo è lo svantaggio, anche l’infedele ha dei vantaggi. Conosce più piani di mediogioco; non teme le trasposizioni in apertura; se l’avversario (cosa frequentissima) esce dalla teoria, facilmente entra in altri tipi di posizioni, in quanto li riconosce meglio (pattern recognition).

    Ok, qual è il mio atteggiamento personale?
    Credo che occorra un buon mix: conoscere molte aperture, ma giocarne in modo approfondito solo poche. Saltare da 1.d4 all’Inglese ad 1.e4 ha rischi notevoli, tra cui il principale è la confusione.
    Invece, giusto per rimanere al tema dell’Inglese, passare da 1.c4 2.g3 3.Cf3 eccetera (Inglese) a 1.d4 2.c4 3.g3 4.Cf3 (Catalana) a me appare ragionevole. Questo non significa dire:”Smetti con l’Inglese e passa alla Catalana”, ma significa dire:”Nei prossimi 6 mesi, nei tornei continua a giocare l’Inglese, ma a casa studia la Catalana e provala in amichevole. Nel secondo semestre, alterna in torneo Inglese+Catalana a seconda degli avversari (piccolo effetto sorpresa). Dopo 18 mesi, sarai in grado di usare la Catalana come prima scelta, ma CONSERVANDO SEMPRE l’Inglese come seconda scelta”. Se, durante questo anno, mi rendo conto che la Catalana non fa per me, poco male: dopo tutto, ho imparato nuovi schemi di mediogioco, che avranno comunque arricchito il mio bagaglio culturale.
    Invece, passare tout court da 1.c4 ad 1.e4, perchè “voglio dare il matto del barbiere in f7” o perchè “l’ho letto su un Forum” o perchè “me l’ha consigliato tizio o caio, (sia N.C. che M.I. non importa)” bene, questo sì, fa sobbalzare sulla sedia. Ma non me…

  • madame x says:

    Ecco dimostrato quanto sia importante avere le giuste indicazioni da un bravo e competente istruttore : una “bussola” che ti indichi la strada giusta da seguire quando sei in balia delle “tue frustrazioni scacchistiche “.
    Trovo che le indicazioni che mi ha dato siano le migliori e le più ragionevoli.
    Grazie!

  • acucca says:

    Per quello che può valere la mia opinione concordo con il Maestro, la Catalana ha molte analogie con l’Inglese e rispetto all’Inglese è molto più difficile da gestire in apertura per in nero.

    Visto che un amico molto bravo tra l’altro, Andrea Grammatica, la gioca sistematicamente ho fatto un certo studio sul tema solo per scoprire che è un’apertura davvero infida. Va detto che il nero può adottare un numero di setup ragionevoli vastissimo per contrastarla ma … nessuno di quelli che ho provato garantisce al nero nulla di più di una stantata parità o forse anche meno! Non c’è verso … il bianco mantiene sempre una leggere preferenza quantomeno. 🙁

    La scelta è quindi molto valida … resta il problema che per giocarla con successo necessita di una preparazione molto profonda e vasta, data la grande quantità di idee e setup adottabili dal nero.

    Infine e spesso caratterizzata da mosse apparentemente tranquille ma tutt’altro che facilmente intuibili, quindi è adatta ad un giocatore di livello medio alto, perchè se il bianco non gioca in modo molto preciso può anche trovarsi in inferiorità senza neanche avere capito perchè!

  • Infine e spesso caratterizzata da mosse apparentemente tranquille ma tutt’altro che facilmente intuibili, quindi è adatta ad un giocatore di livello medio alto, perchè se il bianco non gioca in modo molto preciso può anche trovarsi in inferiorità senza neanche avere capito perchè!

    La mia esperienza personale, con il repertorio che adotto, non mi ha mostrato questa difficoltà. Se un repertorio è “spiegato”, qualsiasi apertura seria è giocabile. Se uno perde senza rendersene conto, allora il problema va cercato a monte: scarsa preparazione nel mediogioco (tattica/strategia). Che è esattamente il TUO punto debole, come mi dichiaravi in una mail. Non puoi generalizzare le tue difficoltà con le aperture, che hanno una origine ben chiara, con quelle riscontrabili da altri scacchisti.
    Infine: la teoria non va “intuita”, ma va “compresa”. E’ un salto di qualità notevole, ma che fa la differenza.

  • madame x says:

    è un’apertura davvero infida. Va detto che il nero può adottare un numero di setup ragionevoli vastissimo per contrastarla ma … nessuno di quelli che ho provato garantisce al nero nulla di più di una stantata parità o forse anche meno! Non c’è verso … il bianco mantiene sempre una leggere preferenza quantomeno

    Era quello che cervavo!..Finalmente!
    Trovo la catalana fantastica: proprio questo volevo da un’apertura!

    Scherzo Giuseppe..non prendere la frusta! 🙂 🙂

  • acucca says:

    Scrive il maestro Tarascio “La mia esperienza personale, con il repertorio che adotto, non mi ha mostrato questa difficoltà.” … beh vorrei vedere 😀 Il fatto che sei un maestro testimonia che hai molta esperienza e capacità, quindi è ovvio che per te non ci siano problemi con la Catalana o con qualsiasi altra apertura. 😀
    Lo stesso Kramnik all’ultimo torneo dei candidati si è trovato con una Catalana in una posizione tutt’altro che superiore dopo solo 15 mosse … quindi tanto facile non deve essere! 😉

    Volevo solo dire che contro la Catalana il nero può impostare piani complessi e sbilanciati, ad esempio con d5 e dxc4 che possono essere molto taglienti, ma il bianco ne esce bene se gioca in modo preciso, ma deve possedere buone cognizioni tattiche e strategiche degli schemi da affrontare. Ciò premesso, personalmente ritengo che la Catalana sia tra le aperture più complesse che conosco, quindi (sbagliando come al solito) la trovo un’apertura non adatta per principiani o per le tue ormai famose “2° Nazionale!” 😉 lol

  • E’ invece esattamente il repertorio che consiglio alle 2Nazionali.

  • AxiomBaduanjin says:

    discussione davvero interessante, l’ho letta di cima a fondo. anche io sono un giocatore di scacchi abbastanza scarso che, raggiunte le categoria nazionali, mi sono scontrato con le aperture.

    per me son proprio diventate una specie di nemesi, nel senso che se partiamo dal mediogioco, avendolo decentemente studiato e approfondito e continuando a farlo, me la posso giocare con dignità, ma la realtà è che molte volte esco demolito dall’apertura, visto che per giocarmela anche a livelli così bassi devo studiarmele un po’.

    è per questo infatti che sono finito su questo sito, alla ricerca di lezioni per farmi scegliere un repertorio che attualmente è strutturato di fatto su gambetto di re-siciliana chiusa-gambetto milner barry-russa-abbozzi di slava ma nel complesso alla viva il parroco contro d4, oltre a rudimenti per rimanere a galla nelle altre linee meno frequenti che non ho citato.

    il fatto è che ormai non gioco tornei perché sono terrorizzato dal fatto che gli atri abbiano un repertorio consolidato mentre io ancora non riesca a farmelo (la realtà è che non ho ancora scelto cosa giocare), eventualità questa che mi porta al tavolino alla frenesia di uscire dalla teoria nel tentativo di portare la partita verso strade dove ci sia da lavorare con la propria testa. quando accade ottengo anche discreti risultati, ma spesso uscire dalla teoria troppo precocemente ovviamente significa fare ‘mosse più deboli’ di quelle teorizzate, quindi sovente andarsi a trovare in svantaggio.

    non ho gran che da aggiungere alla discussione, se non che sono capitato qua alla ricerca di una alternativa alla mia apertura storica col bianco quando il nero risponde e5: il gambetto di re. discorsi vari su internet, sui libri etc ormai sconsigliano questa scelta, pertanto io mi ero convinto di cose tipo ‘per crescere devo cambiare’, poi ho visto le videolezioni sul gambetto accetto e, più che aver imparato qualcosa di teorico, mi sono reso conto che non aveva senso che abbandonassi una apertura dove al tavolino non ho mai perso solo perché per ‘qualcuno’ che non la gioca è ingiocabile.

    insomma tutto questo per dire che gli istruttori e i giocatori migliori di noi ci possono indirizzare, ma poi gli scacchi sono una cosa del tutto individuale e alla fine dobbiamo far da soli certe scelte, fermo restando che contro i giocatori più forti e più preparati si perde quasi sempre anche studiando il loro gioco, figuriamoci se ci si improvvisa

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