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Finali PID 1

FINALI COL PEDONE ISOLATO DI DONNA

Cominciamo con lo studio dei finali di soli pedoni.
Le partite commentate di questo primo video sono:
– Guccione,Daniele (1924) – Pizzi,Gaetano (1694) [C00] CIS , 2015
– Ehlvest,Jaan (2615) – Rausis,Igors (2495) [D06] Riga zt (4), 1995
– Kholmov,Ratmir D – Kremenietsky USSR Trade Unions Ch Wijk aan Zee, 1981
– Yurtaev,Leonid (2540) – Temirbaev,Serik (2475) [A85] Elista ol (Men) Elista (9), 07.10.1998


6 Commenti a “Finali PID 1”

  • aurelianobuendia says:

    Come sempre una lezione interessantissima.
    Grazie, è sempre un piacere seguirti.

  • arturo55 says:

    Grazie per la bella lezione magistrale. Sto “ripassando” i finali di pedone e i tuoi video mi sono molto utili. Vorrei fare una piccola osservazione: dopo la mossa 9.f4 f5 10.Re3 (min.19.46) dove dici che pur avendo una maggioranza sul lato di Donna il Bianco non può spingere nessuno dei 2 pedoni, le mosse 10.a5 Rc6 portano comunque alla patta, il Nero non riesce a vincere (ho controllato con il mio Stoccafisso). Il mio libro di riferimento per i finali è quello di Maizelis “Finali di pedoni” (versione francese) dove dedica alcune pagine al problema delle case corrispondenti, ma che effettivamente faccio fatica a individuare davanti alla scacchiera, quindi poi va a finire che mi metto a contare le caselle.Grazie e buon lavoro

  • Giuseppe Tarascio says:

    Molto divertente! Rivelo la mia fonte:
    le analisi di quella partita, ed il relativo commento 10.a5?Rc6-+ è il commento di un Maestro Internazionale. Ovviamente, mi sono fidato, anche perchè mi sembrava un commento logico, e l’ho riportato senza controllarlo con alcun motore. Questa è una caratteritica comune alla maggioranza di questi video free, in quanto uso raramente i motori.
    Comunque, da un punto di vista didattico, confermo la validità dei commenti del mio istruttore: permettere …Rb5 al Nero richiede calcoli accurati che, in torneo, fanno perdere tempo prezioso sull’orologio.
    P.S. Maizelis è puro antiquariato: ho i suoi “Finali di Alfiere e Cavallo” in spagnolo, comprato nel 1974 a Barcellona. Te lo lascio in eredità col testamento 😆

  • arturo55 says:

    Le aperture sono soggette alle mode, alle novità teoriche e allo stile del giocatore, ma i finali non sono sempre uguali nei secoli? (=solo tecnica) Altrimenti mi cade una delle poche certezze che avevo nel gioco degli scacchi. Forse è antiquariato per il modo di esporre i concetti?. Non ti dico quali sono gli altri 2 libri dove mi sono formato scacchisticamente altrimenti mi cancelli dal sito 🙂

  • Giuseppe Tarascio says:

    Quando frequentai la prima elementare, tornai a casa il primo giorno con un compito arduo: riempire una paginetta di “a”. Nei giorni successivi, passai alla “e”, “i” e così via, completando le vocali.
    Le mie figlie, il primo giorno, tornarono a casa con una pagina in cui avevano scritto la data ed il loro nome. Analogamente, in matematica, ricordo ancora le “tabelline” imparate a memoria, mentre le mie figlie sono partite con l’Insiemistica.
    Avevamo alfabeti diversi? L’addizione e la moltiplicazione insegnata a me erano tecniche obsolete? NO. Semplicemente, con gli anni, sono cambiate le tecniche di apprendimento.
    Secondo la mia opinione, studiare i finali con testi di Maizelis o Averbach non solo è inutile, ma oserei dire dannoso, controproducente: quei manuali non insegnano “come pensare in finale“.
    Ovviamente, tu rimarrai della tua opinione e continuerai a perdere tempo con quei vecchi libri ed a giocherellare con Stockfish (a proposito: è patetico l’uso di soprannomi tipo “Stoccafisso” per mostrare familiarità con le moderne tecnologie. E’ come quelli che dicono:”Vasco dice…” o “Luciano canta…” per fingere affinità con Vasco Rossi o Luciano Ligabue).
    Ora starai pensando:”Che maleducato. Ma come si permette di rispondermi così?”. Hai ragione: io ascolto ancora “L’avvelenata” di Francesco (Guccini) https://www.youtube.com/watch?v=N9cfx-ATVOU

  • arturo55 says:

    Non ho mai preteso di rimanere della mia opinione soprattutto in argomenti che conosco poco.
    “ma se avessi previsto tutto questo, fatti, causa e pretesto” non avrei fatto quel post

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