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Videolezione 72


TECNICA SCAP: come calcolare le varianti!!

Quanti libri di tattica e/o di combinazioni hai letto? Forse parecchi.
Ma allora, perchè, dopo aver allenato così a lungo (forse giornalmente!?) le tue capacità tattiche (tramite esercizi), tu ancora non riesci a metterle in pratica, nelle tue partite?

Hai forse problemi di memoria? No, non è questa la risposta. Il punto è che fai confusione, tra decine di regole e principi da dover tenere a mente. Dobbiamo rendere le cose semplici! Ma come?
Tu hai bisogno, per poter calcolare bene, di questi elementi base:
a) Una comprensione logica della strategia (la “scaletta mentale”)
b) Un flusso del pensiero corretto (che ti permetta di usare la tua comprensione logica)
c) Un metodo di allenamento (che ti permetta di rendere automatico il flusso del pensiero)
In generale, il metodo di calcolo suggerito dai libri (ad esempio, Kotov in “Pensa,Gioca,allenati come un GM”) sembra abbastanza semplice:
1. Trovi le mosse candidate.
2. Calcoli ogni linea e valuti le posizioni finali risultanti.
3. Confronti le valutazioni e scegli la linea migliore.

Ma, purtroppo, tu sai bene che, in pratica, le cose non sono così semplici! Infatti:
o Come trovare le mosse candidate GIUSTE?
o Come valutare la posizione finale PRECISAMENTE?
o Quanto TEMPO bisogna usare per calcolare ogni linea? E se non ho tempo?

Il rimedio esiste! Ed è la tecnica SCAP, quella insegnata da tutti i maggiori Istruttori di Scacchi:

SCACCO
CATTURA
ATTACCO
La P finale sta per Piano (strategia).

In questa Serie di video, esaminerò delle posizioni tattiche per evidenziare alcune applicazioni pratiche di questo sistema per pensare in maniera lucida ed organizzata.

8 Commenti a “Videolezione 72”

  • Bruno says:

    Maestro, GRAZIE! Come 2N (categoria degli “ignoranti” – nel senso che ignorano come si gioca a scacchi – ma pervicaci nel voler continuare a muovere i pezzi) non posso che restare affascinato dalle lezioni, ma ancor più dalle ironie che spuntano continuamente e mi fanno stare allegro. Credo davvero che questo modo di “insegnare” (imparare è tutt’altro discorso!) sia affascinante per chi segue le lezioni. Via la monotonia! Via la lezione che “piove” dall’alto! Non sono certo di migliorare (ho i miei anni e certo questo non aiuta), ma continuerò a guardare i video che ci proponi con quel senso di curiosità e consapevolezza di passare una mezz’oretta in allegria! Di nuovo grazie!

  • US83 says:

    Salve Maestro, sto studiando con interesse questa ottima tecnica SCAP da lei proposta. Tuttavia, applico assiduazmente il suo consiglio (Sezione “Migliora il tuo gioco”) di pensare secondo “la scaletta mentale”. Nella confusione delle mia mente avrei però questo dubbio: i due metodi devono lavorare in simbiosi o sono l’uno alternatico all’altro. Mi spiego: oggi mi sforzo di valutare sempre tutti i possibili scacchi, catture e attacchi a disposizione. Dopo aver escluso tutte queste possibilità si passa al Piano, ovvero si applica la scaletta mentale (val. posizione, il piano del mio avversario, il mio piano, ecc.). Sbaglio?
    P.s. tra l’altro credo di avere il libro da cui sono tratti gli esercizi…

  • Giuseppe Tarascio says:

    L’unico “confuso”,qui,sono io! Non so chi tu sia,non so cosa intendi per “sto studiando il suo metodo” (studiando cosa?quali esercizi?di cosa parli?) non so in quali partite applichi la tecnica SCAP o altre metodiche per pensare a scacchi. Inoltre: libro da cui sono tratti gli esercizi. Un libro vale l’altro!Lo dico anche in un video. Rivolgiti al tuo istruttore di fiducia. Se non ti serve,pensa solo a giocare ed a divertirti: è solo un videogioco, per te. Non fartelo rovinare, guardando questi stupidi video.

  • US83 says:

    Mi scusi maestro, dove avrei scritto “sto studiando il suo metodo”??? La mia era una semplice domanda. L’intento non era certo di offedere qualcuno. Tantomeno Lei. Mi scusi, ma davvero non mi aspettavo una risposta del genere. Grazie comunque per il non chiarimento.

  • Giuseppe Tarascio says:

    Prima di dare la risposta, avevo letto i Suoi dati. Copio ed incollo:
    Utente US83
    Nome: DDD
    Cognome: SSS
    mail: ijk@ (omissis).it
    Note biografiche: dsgsdgsdg

    Ora, io accetto che uno voglia mantenere l’anonimato quando si iscrive ad un sito porno o ad un sito che incita alla violenza. Ma questo è (o vorrebbe essere) semplicemente un sito di scacchi. Comunque, iscriversi in modo anonimo è una libera scelta, che accetto, anche se mi ritengo comunque “offeso”.
    Inoltre, tale scelta (ripeto, legittima), ha un drawback, una Conseguenza negativa:
    – Chi NON è “CHIARO”, NON può aspettarsi una mia risposta “chiara”, ma solo un “non-chiarimento” come ben definito da Lei!!
    Saluti da
    xyzgkkprrrr

  • US83 says:

    Ok. Adesso è chiaro.

    Grazie
    DDD SSS

  • Barone says:

    Salve!
    (Chiedo scusa in anticipo per le mille probabili ma involontarie fonti di offesa che questo mio piccolo tentativo di contribuire in qualche modo al sito contiene: assicuro di avere solo buone intenzioni, ma so per esperienza che il tono di un testo pubblicato su internet dipende al 99% dall’animo di chi lo legge, e solo all’1% da quello di chi lo scrive)

    Premesso che:
    – Seguo il sito nascosto nell’ombra da tempo, senza contribuire in alcun modo ma comunque scroccando per quanto posso un po’ di divertenti e istruttive analisi del mitico Tarascio sugli errori tipici commessi da noialtri spingilegno
    – Questo tipo di impostazione riguardo all’analisi di posizioni tattiche ricalca il “Check Capture and Threat” propugnato per decadi da un altro istruttore, Dan Heisman, sicuramente più rinomato di Tarascio ma altrettanto magnanimo verso quei discraziati che si dilettano di Scacchi pur senza avere tempo e soldi da investire in una seria preparazione agonistica nello sport del Nobil Giuoco

    Vorrei comunque permettermi di chiarire un piccola cosa a proposito della definizione di “hope chess”: questa è stata introdotta nel gergo comune degli scacchisti anglofoni proprio dallo statunitense Heisman, il quale intende prorpio indicare l’azione che un giocatore compie quando muove senza aver prima valutato le conseguenze in termini di scacco (check), cattura (capture) e attacco (threat, letteralmente “minaccia”) a disposizione dell’avversario come risposta.
    Cioé, secondo Heisman, giocherebbe a “hope chess”, o “scacchi alla sper’in dio” (mia traduzione libera), quegli che prima di giocare la mossa scelta non valuti tutte le possibili continuazioni forzate che l’avversario ha a disposizione in risposta. Gioca invece a “real chess”, “veri scacchi”, quel giocatore che non si comporta così, indipendentemente dalla bontà del piano strategico che ha in mente con la mossa che gioca: per l’esperienza dell’istruttore statunitense, cercare di evitare tutti gli errori dovuti al gioco “alla sper’in dio” è il primo passo verso una messa in pratica efficace delle nozioni scacchistiche apprese da un giocatore dilettante durante il suo limitato impegno di studio e allenamento, e consente un grande passo avanti dal punto di vista dei risultati alla scacchiera.
    La definizione originale, che puo’ essere presa e usata così com’é oppure rimodellata in una definizione dal diverso significato (specificandolo in anticipo, possibilmente), non si riferirebbe quindi a quando uno gioca un mossa “inferiore” sperando in una specifica risposta errata dell’avversario. In quest’ultimo caso si potrebbe invece parlare di “scacchi d’azzardo”, perché il giocatore che piazza una trappola tattica invece di giocare la mossa corretta praticamente scommette parte delle sue chance di mantenere l’equilibrio della partita sul fatto che l’avversario caschi nel tranello.

    Approfitto per ringraziare Tarascio e i sui collaboratori per questo utilissimo e molto ben organizzato sito, in particolar modo per le lezioni gratuite sia in formato video che in testo.

  • Giuseppe Tarascio says:

    Grazie a te, per le precisazioni.

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