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Tattica
21 Aprile 2010
9:59
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Giuseppe Tarascio
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30 Novembre -0001
sp_UserOfflineSmall Offline

“Gli scacchi sono Tattica al 99%”. Un proverbio sempre valido, ma dobbiamo chiederci: cos’è la tattica, e come insegnarla? Basta consigliare qualche libro di combinazioni, dal più semplice (ad esempio, cito l’ottimo “Manual of Chess Combinations – Chess School 1a-1b-2-3 di Sergey Ivashchenko) al più complesso (la Bibbia della Tattica:”Encyclopedia of Chess combinations” di Matulovic)? Certamente no, per un motivo che chiarisco con una metafora. Immaginate un portiere di una squadra di calcio, intento a raccogliere fili d’erba, mentre la sua squadra è tutta nella metà campo avversaria; improvvisamente, dei calciatori nemici corrono verso di lui, inseguiti invano dai difensori. Il pubblico rumoreggia, sempre di più, aspettando il goal. Ora, se il portiere continuasse a raccogliere l’erba, sarebbe duramente redarguito e probabilmente licenziato! Ma, a scacchi, non è così! Mai, dico mai, un alfiere si erge e vi avvisa:”Sto per farti un’inchiodatura” od un pedone avversario vi sussurra:”Attento alla forchetta!”.
Ora, risolvere puzzle, quiz, combinazioni varie, semmai col titolo “INCHIODATURA”, serve ma limitatamente, in quanto il nostro cervello è allertato, proprio come il portiere è avvisato dalle urla del pubblico.
Pertanto, occorre uno studio alternativo, che alleni le nostre capacità di visualizzazione e di calcolo. Visualizzare significa “vedere” nella mente i pezzi là dove non ci sono fisicamente. Saper visualizzare serve non solo per prevedere le posizioni con diverse mosse d’anticipo,ma anche per ridurre gli errori. La capacità di visualizzazione è migliorabile con esercizi appropriati: da notare che durante le partite lampo ci si accontenta di visualizzazioni limitate che non rappresentano un vero esercizio.
Si distinguono due abilità connesse:
A)Visualizzazione statica: capacità di osservare tutti i pezzi.Può sembrare inutile,ma il dilettante spesso limita la sua attenzione ad una zona limitata della scacchiera (5 case x 5 case).La visualizzazione statica integra ciò che si trova al centro dell’attenzione. Per svilupparla, sono utili i quiz tattici reperibili ovunque ( combinazioni, problemi).
B)Visualizzazione dinamica: Non riguarda solo la configurazione presente sulla scacchiera,ma disegna la posizione futura. Quante volte,in torneo,vi è capitato di non fare un sacrificio per sfiducia nelle vostre capacità di valutare la posizione alla conclusione di una variante? E, nel dopopartita,scoprite che era la mossa vincente! I test qui presentati servono a farvi acquistare fiducia nelle vostre capacità di visualizzazione.
Qui riunisco materiale raccolto da varie fonti.
Nella pagina “Test d’ingresso” vi sono dei test di “visualizzazione dinamica”, ma non sono adatti ai principianti.
1) Esercizi di Tattica
Iniziamo con una serie di quiz tattici per principianti e per chi vuole sviluppare capacità, visione combinativa e l’abilità di trovare ‘la mossa giusta”. Ecco il primo della serie: 😯
Questo è il secondo della serie, sempre orientato al principio della “visualizzazione” (osservare,guardare…): 😯
Altri 15 diagrammi facili in: 😯
Col n.4 della serie modifichiamo qualcosa: ora, in alcuni diagrammi, la prima mossa è solo descritta, ma non giocata. Ciò obbliga lo studente a “visualizzare” la prima semi-mossa. Ma i problemi da affrontare rimangono facili, perchè la frustrazione non aiuta la “crescita scacchistica”. Eccoli: 😯
Il n.5 della serie è dedicato ad inchiodatura ed infilata; ogni tanto, vi è un diagramma un po’ più difficile degli altri… 😯
Nel n.6 piccole difficoltà in più: 😯
Nel n.7 : 😯
Nel n.8 trovi un vero e proprio test d’ingresso: se non risolvi correttamente il terzetto di diagrammi finali (25-26-27), significa che non sei ancora pronto per giocare una partita di torneo! Eccolo: 😯
Siamo alla fine della serie: ecco il n.9 😯 e poi l’ultimo: 😯 .
Se hai avuto la costanza di studiarli, avrai migliorato le tue capacità di osservazione (PEZZO “NON GUARDATO”) ed avrai cominciato a ripetere come un mantra: INCHIODATURA-INFILATA-FORCHETTA. Ti assicuro che non è poco!
2) MANUALE DI SCACCO MATTO
Questo manuale insegna le comuni posizioni di scaccomatto e le combinazioni per giungervi. Poiché lo scaccomatto è lo scopo della partita, esso è la cosa fondamentale da apprendere.
Di solito, i libri di scacchi ti pongono in un ruolo passivo. Devi studiare la materia e ricordarla. Questo manuale di auto-apprendimento presenta la materia come farebbe un insegnante e richiede che tu metta subito in pratica le nuove idee rispondendo ad alcune domande. Dopo aver risposto a ogni domanda, dovrai semplicemente trovare la risposta esatta e la spiegazione. In questo modo assimilerai la materia più facilmente. L’istruzione programmata, il metodo didattico usato, è un concetto nuovo nell’insegnamento. E’ già stata applicata nell’industria e nella scuola con risultati eccellenti. Potrai imparare rapidamente e ricordare a lungo la materia, meglio che con gli ordinari libri di testo.
Il manuale ti darà due cose. Primo, ti insegnerà ad analizzare meglio i problemi di scacchi. Secondo, ti insegnerà i temi della ricerca, cosi che tu possa trovare la mossa giusta con rapidità, talvolta in appena pochi secondi. Incomincerai a riconoscere quando il matto è possibile e come darlo. Ma bada di incominciare dall’inizio e di seguirlo da cima a fondo. Se incontri difficoltà e non riesci da solo a risolvere un quesito, vai alla risposta e leggi la spiegazione. Puoi prendere in mano il manuale ogni volta che tu ne abbia l’opportunità, poi lascialo e continua più tardi. Per usare questo manuale non occorre avere a disposizione una scacchiera: basta osservare le posizioni sui diagrammi. Stampalo tutto!
Nel n.1 😯 trovi il Sommario e i test. Nella prima pagina del n.2, invece, trovi le soluzioni: 😯 stampala subito! Poi studierai i test del capitolo 2. Di nuovo, all’inizio del n.3 😯 trovi le soluzioni del cap. 2 e così via col n.4 😯 ed il n.5 conclusivo 😯 .
3) MOTIVI TATTICI E COMBINAZIONI
Sinora, se hai avuto la pazienza di studiare gli esercizi allegati, hai solo imparato a “guardare” i tatticismi. Ora, devi imparare a preparare, a costruire le posizioni che possono avere dei risvolti tattici!
Tutti noi apprezziamo le combinazioni che capitano a tutti i livelli – dalle partite tra dilettanti a quelle tra top grandi maestri. Una combinazione consiste in due, o più, mosse tattiche raggruppate in una sequenza che crea un vantaggio per il giocatore che l’ha messa in opera.
Se esamini una qualsiasi combinazione, troverai degli elementi tattici riuniti insieme. In ogni fase della partita, devi stare attento ad accorgerti di queste possibilità tattiche, che ti possono permettere di andare in vantaggio.
‘Preparare’ una combinazione è come preparare un piatto prelibato, simile all’arte della cucina! Anche se vuoi preparare un piatto esotico, per la sua realizzazione avrai bisogno di utilizzare alcuni processi standard (frittura, bollitura, arrostitura ecc.ecc. ). Allo stesso modo, anche la più profonda delle combinazioni nasce dalla mescolanza di alcuni motivi tattici standard. Se conosci queste tecniche, permetterai alla tua immaginazione di combinare alcune di queste per creare una memorabile combinazione!
Cominciamo con lo studio dei primi elementi: Scacco, Scacco di Scoperta e Doppio Scacco. Qui leggi una lezione: 😯 Ora però devi “rinforzare” quello che hai letto passivamente con un allenamento attivo, tramite un database di esercizi, qui in formato Chessbase 😯 oppure in pdf 😯
Ecco la lezione Parte 2, dedicata ad Inchiodatura ed Infilata 😯  con relativi esercizi, in Chessbase  😯 od in pdf  😯 . La Parte 3 è dedicata all’Attacco Doppio lezione: 😯 esercizi: 😯 oppure in pdf 😯

Ora occorre fare delle importanti considerazioni.
Quando studierai questi primi motivi tattici, noterai che le lezioni erano strutturate come la maggior parte dei libri di tattica: essi, di solito, descrivono importanti idee tattiche (forchette, inchiodature ecc.), spiegano un po’ la loro logica, poi forniscono una dozzina di esempi su come funziona ogni tecnica. Altri libri, invece, presentano pagine e pagine di diagrammi da risolvere, con risposte spesso senza commento. Entrambi questi tipi di metodi hanno il loro valore, specie se usati insieme, ma non credo siano il corretto approccio al tuo bisogno formativo.
Dunque, ti proporrò un ciclo di lezioni, sugli STESSI MOTIVI TATTICI studiati sinora in modo tradizionale (Attacco doppio, Inchiodatura, Infilata, Scacco Doppio), impostate in modo differente:
1) Molti esempi, attentamente organizzati. Questo significa approfondire in dettaglio i motivi tattici. Uno studio organizzato ti renderà familiari i diversi schemi (pattern recognition).
2) Flussi di pensiero spiegati. La tattica consiste nell’uso di certe idee di base che si ripetono, combinate in vari modi. Le spiegazioni sono il mezzo per rinforzare queste idee così da farle diventare una parte naturale del tuo processo mentale.
Ricorda: la qualità del tuo gioco è determinata da come è stato allenato il tuo modo di pensare. Il flusso di pensiero può essere verbale, visivo o intuitivo, ma in ogni caso comporta una sequenza in cui consideri delle mosse candidate. Il flusso di pensiero offerto nei commenti enfatizza l’uso dei segnali da ricercare durante la partita.
Se apprezzi le spiegazioni a parole invece dei soliti diagrammi con le liste di mosse, apprezzerai la prossima serie di lezioni, chiamata:
4) TATTICA SPIEGATA.
che CONSIGLIO VIVAMENTE DI STUDIARE A TUTTI, da N.C. a MAESTRO! L’originale in inglese è “Chess Tactis explained in english” di Ward Farnsworth (qui link diretto). L’autore, gentilissimo, mi ha autorizzato a tradurre in italiano ed a riassumere il suo esteso lavoro (“I would be very pleased to see the material reach an Italian audience”), che ho adattato alle mie esigenze personali.
Queste lezioni non richiedono l’uso della scacchiera: devi solo seguire il flusso del discorso e permettere alla tua mente di assorbire i concetti.
Cominciamo con l‘INCHIODATURA, uno dei motivi tattici più frequenti.L’argomento inchiodatura è suddiviso in tre capitoli, dai seguenti titoli:
I. Predisporre l’inchiodatura; II.Sfruttare l’inchiodatura; III.Inchiodatura relativa. Poichè sono tutti trattati in modo esteso, li ho suddivisi in più parti.
Cominciamo con: 😯 Questa è la seconda parte del capitolo I: 😯 Con la terza parte completiamo il capitolo I (lo so, è stato lungo, ma la lettura era scorrevole!): 😯 . Qui il secondo capitolo: 😯 Ecco la conclusione del discorso inchiodatura: 😯 . Qualche nota:
se hai studiato questi appunti sull’inchiodatura, il tuo processo d’apprendimento sarà passato attraverso 4 fasi:
1) Inconscio ed Incapace (“Inchiodatura? Mai sentita nominare”)
2) Conscio ed Incapace (“Un lavoro duro, questi diagrammi”)
3) Conscio e Capace (padroneggi le tecniche)
4) Inconscio e Capace (riconosci le inchiodature inconsciamente e applichi le tecniche)
Avrai imparato anche molte tecniche per pensare, dalla scansione delle linee allo SCAP (Scacco/Cattura/Attacco/Piano), metodo da applicare AD OGNI MOSSA CHE GIOCHI A SCACCHI.
Come diceva il Campione del Mondo Emanuel Lasker: ”uno studente può imparare di più in 10 ore con un Maestro, che non in 10 anni di studi basati su prove ed errori” (untutored trial-and-error).
Proseguiamo l’ABC degli scacchi con l’ INFILATA. Il suo studio è più semplice, perchè adottiamo molte tecniche imparate con l’inchiodatura, ma a logica rovesciata. E’ divisa in sole due parti: qui la prima 😯 . Ecco la seconda: 😯 .
Ora passiamo al terzo elemento basilare della formula magica, l’ATTACCO DOPPIO (o FORCHETTA). E’ argomento ampio, in quanto ogni pezzo ha proprie tecniche. Iniziamo dal Cavallo, per varie ragioni: a) perchè sono gli attacchi doppi più difficili da visualizzare; b) perchè puoi fare la conoscenza di una tecnica particolare di ricerca, la scansione a colori; c) perchè vi è una LISTA del Che Fare (To do List) molto schematica (alla fine della lezione). Eccola: 😯 .
Il prossimo motivo tattico è la Forchetta di Donna, che avrebbe forse meritato il primo posto in questa Serie. Considerate che, nel metodo di insegnamento Step-by-Step, che sta spopolando in tutti i circoli scacchistici e le Scuole in Olanda, Belgio, Germania, Svizzera ed Austria, il Doppio Attacco con la Donna è la prima lezione, quasi subito dopo le Regole generali! Quindi è uno studio altamente raccomandato! Eccolo: 😯
Prima di passare ad altri temi, secondo il metodo Step-by-Step occorre un breve raccordo logico sull’eliminazione del difensore: ecco 😯 .
Ora sei pronto per passare all’Attacco di Scoperta. Ti ricordo l’obiettivo didattico di tutto questo studio (adatto a qualsiasi livello di forza!): l’acquisizione di un modo di pensare metodico. Abbiamo cercato di risolvere questi problemi con Scacchi al Re, Catture o Attacchi (minacce). Questi processi mentali devono diventare una tua seconda natura, in maniera tale da vederli subito, consumando poi il tuo tempo di riflessione in calcoli tattici più complicati: come queste idee possono essere combinate, o combinate con altri motivi tattici; e come sia possibile prevederli alla fine di una sequenza di cambi o minacce preliminari. Cominciamo con l’Alfiere: 😯 Nell’attacco di scoperta, il pezzo scoprente si sacrifica o quanto meno crea una minaccia forzante—spesso uno Scacco al Re—così che il pezzo scoperto possa catturare qualcosa. Lo Scacco di scoperta inverte il pattern: la mossa dell’alfiere (o di un altro pezzo scoprente) espone il Re nemico ad uno Scacco da parte del pezzo scoperto. Eccolo: 😯
Abbiamo gettato le basi: ora possiamo permetterci di passare agli altri motivi tattici, in apparenza meno frequenti. Dico “in apparenza” perchè, in realtà, capitano spesso: ma se non li conosciamo, non siamo in grado di riconoscerli!
Esistono 4 modi per rendere indifeso un pezzo od una casa:
(a) Tu catturi la guardia;
(b) Tu prendi qualcosa che la guardia protegge anche (la distrai, o mostri che è “sovraccarica”);
(c)Tu attacchi la guardia (la minacci così è obbligata a lasciare la sua casa);
(d) Tu interponi qualcosa tra la guardia e quello che sta proteggendo, interferendo col suo lavoro difensivo
Il punto a) lo abbiamo studiato prima (Eliminare la difesa- Catturare la guardia); passiamo quindi al punto b) , il Pezzo Sovraccarico: 😯
Il punto c) discute dell’attacco (minaccia): ricorda che parte del tuo giudizio su ogni posizione è uno sguardo a cosa attacchi ed al perchè un attacco non si trasforma in cattura. 😯 Il punto d) riguarda l’interferenza: 😯
E finalmente terminiamo questa ampia pagina con lo studio degli Schemi di Matto. Il primo è anche il più frequente: 😯 . Molto noto anche il 😯 . Poi il   😯 Ora il 😯 . Nota che questi tre tipi di matto considerati (Anderssen, Morphy e Greco) avevano alcune caratteristiche in comune: una combinazione di pressione diagonale contro la posizione del Re, di solito fornita dall’alfiere, unita ad una pressione verticale, fornita da una torre o dalla Donna; inoltre, tutti erano rivolti contro la casa h8- oppure g8-. Nei matti di Lolli e di Damiano, invece, è usato un pedone avanzato per fare da supporto: 😯 Continuiamo con 😯 . Ora un classico schema, noto sin dal 1400 😯 . Il seguente pattern è una idea di matto che combina il matto di Morphy con quello di Greco: 😯 . Siamo arrivati agli ultimi schemi di matto: 😯 , 😯 (il celebre Greek’ gift). Terminiamo con 😯 e l’ultimo, piccolissimo: 😯 .
SE HAI COMPLETATO LO STUDIO DEL MATERIALE DI QUESTA PAGINA, ED IN PARTICOLARE LA SERIE “TATTICA SPIEGATA”, ALLORA PUOI PASSARE ALLO STUDIO DELLA STRATEGIA.

Playchess: Tarascio_Giusepp
18 Luglio 2010
2:34
Leonida68
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5 Maggio 2010
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Caro Giuseppe, sono un principiante che ha molta voglia di migliorare a scacchi. Purtroppo non avendo molto tempo a disposizione ho iniziato solo da quest’anno a cercare un metodo di studio che mi consenta di migliorare, ho disputato 4 tornei semilampo attestandomi ad un ELO di 1410.

Ora premettendo che trovo i tuoi esercizi sulla tattica e strategia utilissimi e ben fatti, poichè ero alla ricerca di un metodo (ho comprato il Mio sistema di Nimzo e Strategia e Tattica nel gioco degli scacchi di Paoli) volevo una tua opinione sul metodo di Michael de la Maza, http://www.chesscafe.com/text/…..les150.pdf
che promette di far aumentare velocemente l’ ELO di un adulto come me (ho 42 anni) con il suo metodo.

Ti ringrazio anticipatamente per la tua risposta.

 

Ciao

 

18 Luglio 2010
6:12
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Giuseppe Tarascio
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30 Novembre -0001
sp_UserOfflineSmall Offline

Leonida68 ha scritto:

Caro Giuseppe, sono un principiante che ha molta voglia di migliorare a scacchi. Purtroppo non avendo molto tempo a disposizione ho iniziato solo da quest’anno a cercare un metodo di studio che mi consenta di migliorare, ho disputato 4 tornei semilampo attestandomi ad un ELO di 1410.

Ora premettendo che trovo i tuoi esercizi sulla tattica e strategia utilissimi e ben fatti, poichè ero alla ricerca di un metodo (ho comprato il Mio sistema di Nimzo e Strategia e Tattica nel gioco degli scacchi di Paoli) volevo una tua opinione sul metodo di Michael de la Maza, http://www.chesscafe.com/text/…..les150.pdf

che promette di far aumentare velocemente l’ ELO di un adulto come me (ho 42 anni) con il suo metodo.

Ti ringrazio anticipatamente per la tua risposta.

 

Ciao

 


 

Mi sembra un buon spot pubblicitario per CTArt 3.0, della Convekta Sorridente. No, dai, scherzo: facciamo qualcosa di più serio! Scaricati da qui il libro ( http://www.megaupload.com/?d=WRYV9GGC ) , provalo su te stesso e poi facci sapere. Inutile avere pregiudizi, nè tantomeno posso darti un giudizio affidabile, in quanto non l’ho mai “provato”, ma ho solo letto qualche pagina, per curiosità.

L’unico punto positivo del metodo, comunque, è che sottolinea l’importanza assoluta di studiare la Tattica.

Infine, una valutazione banale, ma ovvia: dipende tutto dall’ELO di partenza! Se parto da 2200 e pretendo di arrivare a 2600 in 100 giorni, ovviamente è impossibile. Ma se parto da 1400 e voglio arrivare a 1800 in 6 mesi, ovviamente è molto, ma molto più facile (e possibile). Ripeto: leggi il libro, provalo e facci sapere!

Playchess: Tarascio_Giusepp
5 Settembre 2010
12:30
Luciano
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23 Febbraio 2010
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Ho scaricato e letto il libro di De la Maza. A me é sembrato molto interessante.

Mi interesso di didattica delle lingue e ho notato molte affinitá fra le teorie glottodidattiche e quello che sostiene De la Maza, a partire dall´assunto fondamentale che l´apprendimento di abilitá complesse (lingue, strumento musicale, scacchi…) avviene in modo completamente diverso nel bambino e nell´adulto.

Mi pare che De la Maza parta da qui: inutile pretendere che un adulto impari gli scacchi a partire da competenze complesse come strategia, teoria delle aperture, ecc. se prima non ha ´mecaniccizzato´ abilitá semplici come quelle tattiche. Normalmente anche nelle lingue un adulto tende a concentrarsi sugli aspetti combinativi e semantici della lingua, che sono piú adatti e gratificanti per il ´suo´ cervello; il bambino invece li trascura completamente mirando piuttosto agli aspetti ludico-imitativi e meccanici della comunicazione. Risultato: il bambino parla in fretta e bene, l´adulto teme continuamente di sbagliare e di fatto sbaglia appena apre bocca (perché per dominare coscientemente i meccanismi di una lingua occorrono decenni).

Secondo de la Maza i percorsi e i testi di apprendimento degli scacchi ripropongono questo schema estremamente frustrante, puntando sul dominio di problemi teorici estremamente complessi come quelli strategici.

Al contrario secondo De la Maza occorrerebbe una sana full immersion nella tattica, a partire dalle abilitá di base piú banali, che l´adulto tende a trascurare perché ritiene di poterli gestire col semplice apprendimento delle regole di movimento dei pezzi.

Perció il testo propone una serie di esercizi di visualizzazione della scacchiera e del movimento ´tattico´ dei pezzi, per poi passare a un ciclo di rafforzamento progressivo della capacita di risolvere problemi tattici.

Queste due fasi di studio, a giudizio di De la Maza, sono decisamente piú importanti – per i giocatori di ELO inferiore a 2000 punti – di qualsiasi studio su teoria delle aperture e persino mediogioco.

Devo dire che la cosa mi tenta, visto che noto anche nelle mie partite – come sostiene De la Maza – che di fatto nelle fasce ELO basse vince solitamente chi ha una miglior visione tattica del gioco: spesso incontro avversari di cui noto subito la ´faciloneria´ strategica, che poi mi vincono con un doppio di cavallo…

5 Settembre 2010
12:53
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Giuseppe Tarascio
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30 Novembre -0001
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Bellissimo intervento, Luciano, che condivido in pieno. Anche se, ovviamente, un po' di strategia non guasta! La mano (la tattica) fa quello che il cervello (la strategia) suggerisce. Occorre un giusto mix, come in tutte le cose, nella vita! Bocca danarosa

Playchess: Tarascio_Giusepp
6 Settembre 2010
11:04
Luciano
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23 Febbraio 2010
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La cosa che mi lascia piú dubbioso nel metodo di De la Maza sono i 7 cicli di soluzione dei problemi tattici: si tratterebbe cioé di risolvere circa 1000 problemi tattici per sette volte consecutive dimezzando ogni ciclo il tempo a disposizione secondo questo schema

I ciclo:       durata complessiva 64 gg        10´ di tempo max di soluzione a problema

II                                             32             5´

III                                            16             3´

IV                                            8               1,5

V                                             4               40´´

VI                                            2               30´´

VII                                           1               30´´

 

Questa tempistica, secondo De la Maza permetterebbe nei primi quattro cicli di rafforzare la capacitá di calcolo, negli ultimi tre quella del riconoscimento dei modelli.

 

Ci sono esperienze e teorie didattiche che confortano la tesi di De la Maza? Ovvero, riducendo i tempi a disposizione per la soluzione dei problemi si favorisce davvero un miglior e diverso apprendimento?

 

8 Settembre 2010
2:52
Leonida68
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5 Maggio 2010
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Non so se esistano delle teorie didattiche che possano sostenere la tesi di De la Maza, ma credo che possa essere verificata in modo empirico in ogni attività umana, nel senso che ad ogni ciclo di ripetizione il tempo impiegato per la risoluzione di un problema diminuisce per il fattore riconoscimento e applicazione del modello risolutivo.

Il De la Maza sostiene che questo modello di ripetizione a cicli risulta molto più efficace rispetto alla ripetizione di un tot di numero di problemi al giorno, ossia converrebbe anche ridurre il numero di problemi complessivi ad es a 500 ma riproporre lo schema di dimezzamento del tempo a disposizione partendo dal primo ciclo di 32 giorni e poi proseguire.

 

19 Settembre 2010
10:48
Luciano
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23 Febbraio 2010
sp_UserOfflineSmall Offline

Mi chiedevo se un buon esercizio di visualizzazione dinamica possa essere quello di seguire mentalmente lo svolgersi di una partita, ricostruendone sulla scacchiera la posizione dopo un certo numero di mosse (io ho provato prima a intervalli di 3 e poi di 5 mosse), verificando poi che effettivamente la posizione ´immaginata´ corrisponda a quella giocata.

Un esecizio un po´piú difficile potrebbe essere quello di ricostruire la posizione finale di un´intera miniatura (io cio ho provato cono miniature di non piú di 10 mosse).

A me sembrano esercizi molto utili, ma vorrei anche il parere di un esperto.

Se vale la pena farli, mi piacerebbe anche avere un consiglio su un buona raccolta di miniature.

20 Settembre 2010
7:57
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Giuseppe Tarascio
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30 Novembre -0001
sp_UserOfflineSmall Offline

Luciano ha scritto:

Mi chiedevo se un buon esercizio di visualizzazione dinamica possa essere quello di seguire mentalmente lo svolgersi di una partita, ricostruendone sulla scacchiera la posizione dopo un certo numero di mosse (io ho provato prima a intervalli di 3 e poi di 5 mosse), verificando poi che effettivamente la posizione ´immaginata´ corrisponda a quella giocata.

Un esecizio un po´piú difficile potrebbe essere quello di ricostruire la posizione finale di un´intera miniatura (io cio ho provato cono miniature di non piú di 10 mosse).

A me sembrano esercizi molto utili, ma vorrei anche il parere di un esperto.

Se vale la pena farli, mi piacerebbe anche avere un consiglio su un buona raccolta di miniature.


 

L'esercizio è ottimo, ma non mi piace l'idea di applicarlo alle miniature. Io faccio così:

1) le partite commentate: seguire su scacchiera reale le mosse giocate, e le varianti mentalmente;

2) repertorio d'apertura: seguire la variante principale sulla scacchiera reale,  e le varianti mentalmente, sino ad un massimo di 3-4 mosse.

Così, oltre all'esercizio di visualizzazione, mnemorizzi cose utili! Occhiolino

Playchess: Tarascio_Giusepp
24 Settembre 2010
3:37
Luciano
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23 Febbraio 2010
sp_UserOfflineSmall Offline

Continuo a interrogarmi sugli esercizio di tattica, perché mi sono convinto che al mio livello (e in particolare nel mio caso, essendomi finora concentrato piú sullo studio della strategia che della tattica) é lo studio piú importante e proficuo.

Studiando i materiali del sito sulla Tattica spiegata, mi sono reso conto che probabilmente l´efficacia degli esercizi tattici viene spesso sottovalutata perché manca una progressione e un percorso didattico adeguato che li renda interessanti e giustamente graduati.

Se dovessi immaginare questa progressione dal livello piú basso penserei a materiale cosí strutturato:

1. visualizzazione delle geometrie di movimento dei pezzi

Sono gli esercizi tipici dei manuali che insegnano il movimento dei pezzi, ma credo che siano piú importanti di quel che non sembri a prima vista: capire per esempio in quante mosse un C si sposta da una casa ad un´altra o se riesce a fermare un pedone nel suo cammino verso la promozione, tutto sommato non é un´abilitá da poco.

2. visualizzazione delle geometrie dell´attacco doppio

Esercizi del tipo consigliati da De la Maza, in cui sulla scacchiera ci sono 2 pezzi e bisogna trovare le case che permettono un attacco doppio di D, T, A, C, ecc. Questi esercizi introducono automaticamente all´idea di infilata e inchiodatura (che sono di fatto casi particolari dell´attacco doppio).

3. visualizzazione della coordinazione difensiva fra i pezzi

Sono esercizi che non ho mai trovato (ma magari esistono…): potrebbero essere posizioni piú o meno complesse in cui si tratta di trovare il pezzo o i pezzi sospesi, eventuali case deboli, ecc. A mio giudizio piú un esercizio é povero di pezzi piú é assimilabile come modello: per questo potrebbe trattarsi anche solo di sezioni di scacchiera o di setup di un solo colore. Credo che questo tipo di esercizio sia molto utile per poter poi sfruttare tatticamente la presenza di debolezze di cui a volte semplicemente non ci si accorge…

3. visualizzazione dell´equilibrio tensivo

Anche questo tipo di esercizi non credo siano molto diffusi: potrebbero riguardare una posizione in cui é possibile un cambio e la soluzione consiste a) nel capire se il cambio é favorevole a uno dei due colori (facile) b) nel caso che rimanga equilibrio di materiale dopo il cambio, nel capire se la posizione presenta altri fattori di vantaggio per uno dei due colori (debolezze nella struttura pedonale, coppia degli AA, ecc.). Mi sono sempre chiesto perché non si insista da subito e con materiale ´facile´ sul problema del cambio che mi pare sia il meccanismo fondamentale alla base di ogni combinazione.

4.visualizzazione delle tensioni sopite

Mi invento questa terminologia per indicare la capacitá di vedere in una posizione degli elementi potenzialmente tattici (attacchi ai raggi X, pezzi posti in posizioni utili per infilate o doppi di C, ecc.): naturalmente questi esercizi sarebbero tanto piú proficui se poi effettivamente é possibile sfruttare tatticamente queste potenzialitá.

5. visualizzazione della coordinazione offensiva fra i pezzi

E qui mi pare che siamo arrivati a tutto ció che offre anche questo sito e di fatto rappresenta il nucleo attivo delle abilitá tattiche. Da qui in poi mi pare che il materiale non manchi, ma sia giá a un livello ´alto´ rispetto ai prerequisiti di base che mi sembrano stare piuttosto a monte.

 

Mi chiedo perció, e concludo, se non sia logico insistere di piú, nella didattica e nello studio, sui primi 4 punti di quanto non si faccia attualmente. Se invece questo tipo di esercizi e metodi esistono ogni suggerimento bibliografico é molto gradito…

30 Settembre 2010
12:35
Leonida68
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Volevo ringraziare Giuseppe per il materiale e il percorso formativo contenuto nella Tattica spiegata che trovo utilissima. A tale proposito volevo segnalare a chi non lo conoscesse un sito gratuito dove ci si può allenare su temi tattici http://chesstempo.com sui finali ecc.

In questo sito nella sezione elenco motivi tattici ce ne sono 2 che non mi sono molto chiari “Cleareance” e “Zwischenzug” che non riesco a ricodurre a temi già presenti nella sezione tattica spiegata, volevo chiedere a Giuseppe se poteva completare la sezione con esempi di questi temi tattici.

 

Grazie

 

Massimo

30 Settembre 2010
3:15
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Giuseppe Tarascio
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Leonida68 ha scritto:

Volevo ringraziare Giuseppe per il materiale e il percorso formativo contenuto nella Tattica spiegata che trovo utilissima. A tale proposito volevo segnalare a chi non lo conoscesse un sito gratuito dove ci si può allenare su temi tattici http://chesstempo.com sui finali ecc.

In questo sito nella sezione elenco motivi tattici ce ne sono 2 che non mi sono molto chiari “Cleareance” e “Zwischenzug” che non riesco a ricodurre a temi già presenti nella sezione tattica spiegata, volevo chiedere a Giuseppe se poteva completare la sezione con esempi di questi temi tattici.

 

Grazie

 

Massimo


 

1) Clearance significa liberare una casa od una linea (colonna o diagonale) verso l'obiettivo. Nella Serie “Tattica spiegata” non  è un capitolo a sè stante, ma è voce che rientra negli altri motivi tattici. Ad esempio, in “Forchetta di Donna”, si trovano i paragrafi:
7.     
Liberare la strada per la casa di Forchetta

8.     
Liberare
la strada verso i Targets.

2) Analogo discorso per la Zwischenzug o Mossa intermedia.

Secondo la filosofia della “Tattica Spiegata”, ogni mossa che non è “forzante”, quale lo Scacco o la cattura (in parte), è una mossa intermedia. Analogamente, manca anche il “Desperado”, variante della Mossa Intermedia.

Insomma, è un problema di diversa classificazione (nomenclatura), ma gira e volta li trovi tutti. Il punto essenziale è che, quando sei in partita, non credo che ti metti a pensare “Sto facendo una Zwinc….vattela a pesca”, ma pensi:”Quale mio pezzo è indifeso? Posso dare Scacco? Cosa posso catturare? Cosa attacco?”, e la Serie “Tattica Spiegata” cerca di trasmettere questo modus operandi.

Playchess: Tarascio_Giusepp
19 Dicembre 2010
9:31
Gallarov
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Caro Tarascio, un grazie infinito per questo prezioso sito in cui ha infuso (e continua a farlo) una quantità di materiale impressionante e di grande competenza. Volevo chiedere, sperando di essere nel topic giusto, quali sono gli esercizi migliori per aumentare la capacità di visualizzazione e di calcolo. Lei stesso cita che: “La capacità di visualizzazione è migliorabile con esercizi appropriati” ma anche in giro per la rete ho trovato una marea di esercizi tattici e di problemi ma molti meno relativi a questa capacità di astrazione. Inoltre volevo sapere se ci sono anche metodi per aumentare le capacità di calcolo. Senza voler arrivare a calcolare 10 mosse in avanti basta però una posizione intricata per dover calcolare almeno 4-5 mosse con magari 3 o più mosse candidate. Quindi il numero di mosse da mandare a memoria può essere anche superiore. Il maestro Tisdall proponeva il metodo dei punti di passaggio per migliorare la visualizzazione dinamica e di conseguenza accrescere la capacità di calcolo ma non so come allenarmi al meglio per aumentare queste capacità.

Grazie infinite

19 Dicembre 2010
11:10
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Masterblaster
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Già che ci siamo sarebbe opportuno parlare anche di velocità di calcolo oltre che di profondità. Infatti se io impiego due ore per trovare la soluzione completa di una posizione posso essere soddisfatto solo in parte perchè io in partita non dispongo di tutto questo tempo.

Avvertenza: durante la stesura di questo post nessun pezzo degli scacchi è stato maltrattato.
20 Dicembre 2010
3:37
Gallarov
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Certamente si, ma spesso la lentezza dipende proprio dal non avere sufficiente dimestichezza con le tecniche di visualizzazione, il che implica il ritornare sempre su varianti e mosse già esaminate e perdendo un sacco di tempo.
L’esempio potrebbe essere una posizione praticamente vinta in cui non dico un matto ma la cattura di pezzi è praticamente scontata. In quei frangenti saper calcolare in profondità anche varianti abbastanza lunghe con mosse quasi forzate può diventare arduo rischiando di perdere partite fino a quel momento condotte bene

20 Dicembre 2010
11:44
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Giuseppe Tarascio
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Gallarov ha scritto:

Volevo chiedere, sperando di essere nel topic giusto, quali sono gli esercizi migliori per aumentare la capacità di visualizzazione e di calcolo. Lei stesso cita che: “La capacità di visualizzazione è migliorabile con esercizi appropriati” ma anche in giro per la rete ho trovato una marea di esercizi tattici e di problemi ma molti meno relativi a questa capacità di astrazione. Inoltre volevo sapere se ci sono anche metodi per aumentare le capacità di calcolo. Senza voler arrivare a calcolare 10 mosse in avanti basta però una posizione intricata per dover calcolare almeno 4-5 mosse con magari 3 o più mosse candidate. Quindi il numero di mosse da mandare a memoria può essere anche superiore. Il maestro Tisdall proponeva il metodo dei punti di passaggio per migliorare la visualizzazione dinamica e di conseguenza accrescere la capacità di calcolo ma non so come allenarmi al meglio per aumentare queste capacità.

 


 

Gallarov, hai addolcito con dei complimenti una pillola

all’apparenza avvelenata! Per poterti dare dei consigli pratici (alla fine di

questo post), consentimi di interpretare i tuoi dubbi, scindendo le domande in:

1)     

Dove posso trovare esercizi tattici adatti per

migliorare la mia capacità di calcolo in varianti complesse?

2)     

Dove posso trovare esercizi tattici adatti alla

tecnica di Tisdall?

Poi Masterblaster ha aggiunto anche il tema della velocità

di calcolo. Mancava solo la domanda “Dove posso trovare esercizi posizionali?”

ed il menu era completo!

Ok, parto dalla seconda domanda, relativa a Tisdall, che in

“Migliora il tuo gioco, ora!”, consiglia varie idee simpatiche (la “dream

position” mi piace molto). In parole povere, se ho una variante di 7 mosse forzate

o quasi (cioè, con poche ramificazioni), devo cercare di visualizzare la

posizione che si verifica dopo 3 mosse e poi calcolare mentalmente da quel

punto (di passaggio) in poi. Quindi, abbiamo 2 condizioni necessarie: una

variante lunga ma semplice, e la capacità di giudicare se è forzante! Ora, se

tu sottoponi ad un Maestro questo setup: Bianco Ad3,Cf3,Dd1 e Nero senza un

Cf6, ti risponderà al volo:”Sacrificio in h7 con l’alfiere!” Perchè? Perchè è

un giocatore combinativo o ha un talento innato? No, ha risposto così perchè ha

STUDIATO gli schemi tipici da matto e semmai apre con 1.d4, che statisticamente

offre parecchie chances di entrare in questo pattern. Ma ti dirò di più: se

gioca 1.e4 e gli fai vedere una Siciliana aperta, il suo cervello comincerà a

calcolare sacrifici tipo Cc3xd5 o Cc3xb5. Se invece gli fai vedere una

posizione senza riferimenti, il suo cervello cercherà automaticamente di

classificarla in base a parametri elementari (inchiodatura, forchetta eccecc)

Dunque, possiamo stabilire un primo ruolino di marcia.

Dobbiamo studiare:

1)     

Tecniche base di calcolo delle mosse forzanti

(Scacco, Cattura, Attacco)

2)     

Motivi combinativi semplici (inchiodatura,ecc)

3)     

Schemi tipici di sacrifici nelle varie aperture.

Stabilito COSA dobbiamo studiare,

vediamo DOVE. Premesso che la quantità di informazioni disponibili su questi

argomenti è enorme, la vera difficoltà sta nella SELEZIONE in base al TUO

livello di gioco. Difatti, NON sei tu che dovresti sceglierti da solo gli

esercizi, ma è il tuo istruttore! Se vai in palestra a lavorare coi pesi per

rafforzare la tua muscolatura ( ad esempio) è l’allenatore che ti consiglia i

giusti esercizi!! Ma non voglio tirare l’acqua al mio mulino, e quindi ti dò qualche

consiglio, anche se, non conoscendo il tuo livello attuale di gioco, sono

generici e da prendere col beneficio d’inventario.

Ti cito solo 3 o 4 

titoli di libri in ordine sparso, ma 

NON comprarli: cerca l’indice su siti come chesscentral, controlla che

possano interessarti, chiedi a qualcuno che li abbia letti eccecc. Te li sto

citando proprio perchè li ho studiati, ma probabilmente non incontreranno i

tuoi gusti od interessi o perchè troppo difficili:

-Matanovic A – Anthology Of Chess Combinations. A me piace

tantissimo. Lo ho anche in versione CD ed in pdf, ma cartaeo è l’ideale. Tutti

i motivi combinativi.

-Perfect

Your Chess – A Volokitin & V Grabinsky(2007) Esiste anche in italiano. Una

raccolta di esercizi. Non mi ha entusiasmato, però.

 

Poi

ci sono quelli sui sacrifici tipici. Si va da libri più generici, come  David Lemoir – Essential chess sacrifices, a

quelli specifici, come ad esempio  “7 ways

to smash the Sicilian – Lapshun Y & Conticello N – 2009” dedicato solo ai

sacrifici tipici della Siciliana.

Insomma,

il problema non è come e dove trovarli: il problema è avere qualcuno dietro,

che ti consigli in base alle tue esigenze! Ovviamente, lo studio accelera anche

la velocità di calcolo! (e rispondo anche a Masterblaster: tecnica =conoscenza)

Infine,

volevo segnalarti la più grande fonte di esercizi, i più utili in assoluto: le

TUE partite, analizzate da un essere umano (non da un software!). Solo così

puoi renderti conto dei tuoi problemi reali, perchè, in realtà,  una profondità di calcolo di tre mosse è

sufficiente per diventare Candidato Maestro (secondo gli istruttori olandesi

del metodo StepbyStep). Concludo, come promesso all'inizio,  con alcuni consigli generali:

1.

Inizia il tuo allenamento con 20 minuti di soluzioni di semplici/medi

esercizi

tattici (combinazioni). Questo ha benefici effetti:

Migliori la tua visione tattica e apprendi nuove idee tattiche

Acquisti fiducia nelle tue capacità

2.

Scegli partite o posizioni complicate, analizzale e poi confronta le tue

analisi

con

quelle del commentatore.

3.

Analizza le TUE partite e cerca di trovare le migliori mosse candidate per te e

per il tuo

avversario.

Non analizzare mai col computer prima di aver provato tu a trovare

le

migliori continuazioni.

4.

Non ti fidare delle analisi degli altri quando studi partite commentate. Cerca

migliori

mosse

candidate e continuazioni possibili. Sii critico!

5.

Gioca partite d'allenamento.

6.

Quando studi le tue aperture, lavora sulle varianti, spostando i pezzi sulla

scacchiera. La visione tridimensionale (come in torneo) è diversa dalla monodimensionale del monitor del pc.

7.

Raccogli delle partite in un database, dello stesso codice ECO, senza note, tra

forti giocatori. Scegli l'apertura interessante per te. Analizzale.

 

 

 

 

 

 

Playchess: Tarascio_Giusepp
20 Dicembre 2010
3:50
Gallarov
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Una risposta molto esauriente. In pratica quello che ci vuole innanzitutto è un gran numero di esercizi e l'assimilazione di determinati pattern (ovviamente, e concordo, grazie ad un istruttore che ci indirizzi sulla base delle nostre inclinazioni). Sulla visualizzazione però faccio ancora fatica a “cancellare” visivamente i pezzi quando studio le varianti e contemporaneamente materializzare quelli nelle posizioni avanti di qualche mossa. Ho letto che i GM praticamente trovano più facile rimuginare sulla mossa successiva in giro per la sala che sulla scacchiera. In questo modo non si fanno disturbare dalla vista dei pezzi attuali nel calcolo delle varianti.

A questo proposito ho trovato proprio oggi alcuni esercizi che non so se possano aiutare. Ad esempio partire da una posizione, visualizzarla, e poi, alla cieca, dare la soluzione di manovre tattiche , oppure farsi dire una posizione dopo poche mosse di apertura e trovare una soluzione di matto (ve n'è uno di questo tipo in un test da lei proposto), giocare alla cieca per qualche mossa e verificare quante mosse errate sono state effettuate. Vi è anche un esercizio su Fritz di natura simile: si muovono i pezzi sulla scacchiera giocando da una determinata posizione. I pezzi sulla scacchiera in realtà non si muovono ma il punto di arrivo del pezzo viene segnato nella notazione e poi si può verificare quante mosse legali sono state fatte e visualizzare la posizione risultante. E' una situazione che ricrea la partita vera perchè sotto gli occhi si ha sempre la posizione da cui si parte.

Il metodo di Tisdall con la “dream position” ha molte analogie con la posizione ideale di Silman solo che quest'ultimo la tratta per sviluppare il concetto della strategia generale mentre Tisdall mi sembra che la esamini come mezzo per ridurre il carico mnemonico e stampare nella mente i nodi delle nostre varianti.

Spero nessuna pillola avvelenata stavolta! Sorridente

 

 

20 Dicembre 2010
4:42
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Giuseppe Tarascio
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Ti offro una pillola di saggezza, su cui riflettere.

Una volta chiesero al Maestro Richard Reti (mi pare avesse 23 anni): “Maestro, ma quante mosse in avanti lei analizza?” e lui:”una sola, ma…la migliore!”

Forse ci poniamo dei problemi eccessivi: in realtà, nella stragrande maggioranza dei casi basta un corretto flusso del pensiero (una buona valutazione della posizione). Il calcolo è solo una subordinata della strategia: sin dalla prima mossa  scegliamo mosse cercando alcuni obiettivi strategici ( come l'occupazione del centro, attive e sicure posizioni per i  pezzi e per il Re, buona struttura pedonale e così via). Guai se dovessimo calcolare tutto! Prendi un libro di combinazioni ed osserverai che quasi in ogni diagramma, chi vince ha in realtà un'ottima posizione da un punto di vista strategico.E' ridicolo pensare di poter vincere solo con mezzi tattici; per fare belle combinazioni,i nostri pezzi devono stare in posizioni attive e devono essere presenti alcune debolezze nel campo avversario.

Quindi, probabilmente, porsi la domanda su “quante mosse in avanti so calcolare” è solo una deformazione provocata dall'uso (abuso) del computer. Spegni Fritz ed i suoi cugini e lavora con libri, scacchiera, carta e penna. Sarà un consiglio da retrogrado, ma temo sia maledettamente efficace…Indeciso

Playchess: Tarascio_Giusepp
20 Dicembre 2010
11:05
Gallarov
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Sinceramente speravo in una risposta come questa. Pur essendo molto tentato dalla tecnologia, sono convinto che essa lasci pensare sempre troppo poco e che un paio di buoni quaderni di appunti con le proprie riflessioni non debba mai mancare. Personalmente uso Fritz per provare le aperture dopo che lo ho studiate sui libri (fritz, come altri, non spiega mai nulla) oppure per giocare finali prestabiliti (che teoricamente sarebbero vinti ma che non sono affatto facili da spiegare). Sicuramente, come per tutti i mezzi didattici, anche i software hanno la loro utilità (il fatto di mettere i pezzi sulla scacchiera in un secondo per studiare una posizione è fantastico!) ma concordo sull’uso che, se non nullo, va effettuato a piccole dosi.

7 Gennaio 2011
11:15
shade64
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ciao

volevo spezzare una lancia in favore dei software….

tutti conosciamo il classico sacrificio Axh7:

quando il nero continua con Cg5. Rg6 bisognava studiare le varie vie per dare matto,

passando da Dd3+, oppure talvolta da Dg4 etc

e se non si trova la via corretta….si perde!

grazie al software di turno e' invece possibile imparare una sola linea Ah7+ Cg6 h4 h5

(con pochissime differenze) e si vince sempre,

o si da matto o si guadagna materiale a sufficienza.

si lo so che forse non e' la linea piu' forte

ma meglio una linea sicura sempre uguale facile da ricordare

che varianti diverse che possono farci confondere.

cosi la variante “spingilegno” la possiamo giocare pure noi Occhiolino

 

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