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Videolezione 57

TECNICA DI GIOCO

Quante volte avete letto, sui commenti di una partita, “ed il resto è solo una questione di tecnica”.
Ma, cos’è la tecnica? Secondo il Campione del Mondo Tigran Petrosian, nel capitolo 15 de “Ajedrez en la cumbre” (1989), non è qualcosa di meccanico, come la definizione classica lascia intendere:”Tecnica è il controllo della battaglia in posizioni tipiche ed in particolare è l’abilità di trarre profitto di un vantaggio acquisito con i mezzi più rapidi (le vie più corte). Ha più o meno un carattere meccanico. Perciò la tecnica si manifesta soprattutto in finale, dove più spesso si incontrano posizioni tipiche”.
Tigran ci fa vedere una sua partita contro Bannik, in cui mostra come la tecnica sia un fatto creativo e non solo meccanico: non basta la pattern recognition! Occorre anche saper “vincere le partite vinte”. E ci svela anche il suo metodo, da lui definito “alla Capablanca“.

Clicca qui se vuoi salvare il video: Tecnica di gioco secondo Petrosian (146)

4 Commenti a “Videolezione 57”

  • bvito scrive:

    Anch’io sono da sempre affascinato dalla lucidità con cui fuoriclasse come il grande Tigran trasformano il vantaggio in questo tipo di posizioni. Vorrei fare una precisazione per conoscere il suo parere Maestro: non è che il piano standard e cioè quello di puntare decisamente ad un finale di cavallo contro alfiere cattivo fosse sbagliato ma semplicemente il piano b è più forte e cioè la mossa 18)Ac5! funziona concretamente anche tatticamente poichè dopo i cambi il nero non può giocare ad es. Td8?? per via di Ce6+ seguita da Txd8 matto. Quindi la passiva Te8 aumenta chiaramente il vantaggio del bianco poichè la coordinazione di cavallo e torre getta lo scompiglio nelle fila del nero: successivamente mossa dopo mossa il bianco concretizza ulteriormente il vantaggio. La tecnica allora dal mio punto di vista diventa la capacità mossa dopo mossa di migliorare la posizione dei propri pezzi basandosi 1 su una specie di controllo antisvista 2 tenendo presente che l’avversario può rientrare in gioco immediatamente a seguito di una nostra inesattezza in questo tipo di posizioni (parlo per amara esperienza personale), questo è il mio concetto di tecnica valido per i giocatori non GM.
    Un’ultima osservazione a favore del piano b adottato da Petrosjan è che secondo me l’A camposcuro non si può definire ancora tecnicamente cattivo perchè 4 pedoni su 7 (quello in a7 può andare in a6 )possono collocarsi su casa chiara e l’alfiere postrebbe diventare finalmente un pezzo in futuro e mi voglio illudere che anche il buon Tigran abbia tenuto presente questa circostanza.
    Complimenti per l’ottima lezione queste sono quelle che preferico.

  • Concordo su tutto. Il legame tattica-strategia è inscindibile.
    Unica precisazione: anch’io preferisco questo genere di argomento. Purtroppo, sono invaso da mail con richieste “sulle aperture”, argomento stupido e sterile (ALMENO per gli under 2000). Ed allora mi concedo solo ogni tanto delle “ORE D’ARIA pulita”

  • maurizioneri scrive:

    Questo video l’ho apprezzato . Da non classificato penso cmq che l’apertura e’ come il servizio nel tennis. Quello che conta se si vuole migliorare sono i piani e i pensieri in medio gioco. La tipica domanda e adesso cosa faccio. Ho migliorati i pezzi peggiori .il set up mi sembra ideale e tutti i pezzi svolgono una funzione. Ma qual’e la mossa migliore . Come la vinco la partita. Certo con un pezzo in piu ..Mase siamo pari ci vogliono questi video. Grazie maestro

  • Come la vinco la partita. Certo con un pezzo in piu ..

    Mi spiace deluderti (contraddirti), ma la questione non è così semplice.
    ieri ho partecipato al CIS (Camp. Ital. Squadre). Dopo un paio d’ore stavo meglio, ma non sapevo cosa fare. La mia avversaria mi ha proposto patta. Io non so mai resistere, ma per spirito di squadra ho detto:”Un attimo. Fammi controllare gli altri”. Gli altri sono tre Candidati, molto bravi, di cui ho piena fiducia. Il 2^scacchiera era in finale, con 5 pedoni+Cavallo+Alfiere vs 6 pedoni+ Cavallo. Il 4^ scacchiera aveva anche lui un pezzo in più. Solo il terza scacchiera aveva “solo” un pedone in più, ma in finale di torri. Ok, al limite patta solo lui. Ed ho accettato la patta. Alle 21, nessuno mi aveva ancora avvisato della vittoria. Allora ho chiamato il 3^ scacchiera, che ha saputo solo ripetermi:”Una tragedia, una tragedia”. Allora io: “Ok, abbiamo vinto solo 2,5 a 1,5?” E lui:”Una tragedia, una tragedia”.
    Ho dovuto leggere online l’esito: avevamo perso 0,5-3,5.
    Morale: un pezzo in più non sempre basta.

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