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Videolezione 43

MINI-PIANO

Le partite tra i giocatori bravi sono piene di piccoli piani, di tipo differente e con diverse idee, basati su motivi strategici o tattici. La filosofia del “piano unico” che dall’apertura al finale permea l’intera partita è espressione del passato (Romanovsky “Il Centro partita”).
Quando parliamo di eseguire un piano, però, occorre avere un quadro chiaro di vari aspetti:
1. L’obiettivo dell’azione
2. Il significato dell’azione
3. Il tempo richiesto
4. Una contro-azione dell’avversario.
Anche in presenza di minipiani, dobbiamo affrontare una operazione complessa, e quindi la studieremo in maniera graduale.
Nel video partirò da piani ad una mossa, in cui l’obiettivo sarà sempre visibile (ad esempio, migliorare la posizione dei propri pedoni) ed il significato sarà diretto. Il tempo richiesto sarà di una sola mossa, e pertanto l’avversario non avrà il tempo di fare alcuna contro-azione.
Poi passerò a mostrare alcuni minipiani di 2 mosse, di complessità notevolmente superiore.
Sei stupito? Un piano di 2 mosse è difficile? L’ultimo esempio mostrato è celebre: Reshevsky-Botvinnik 1955, ove il Campione del Mondo descrisse così la sua sconfitta: ” ho perso questa partita perche’ I need to perfect my play of two-move variations“. Se persino Botvinnik trovava difficile fare piani di due mosse, perchè noi dovremmo essere in grado di fare meglio?

Clicca qui se vuoi salvare il video: Minipiano (184)

Minipiano from Giuseppe Tarascio on Vimeo.

2 Commenti a “Videolezione 43”

  • Leonida68 scrive:

    Ho dubbio (da principiante)che mi sta arrovellando il cervello, c’è una differenza tra minipiano a 1 a 2 a 3 mosse, e calcolo delle varianti e scelta della mossa candidata? Voglio dire di fronte ad una posizione occorre guardare se vi sono elementi tattici (allineamenti, pezzi indifesi)per vedere se sono sfruttabili e questo richiede quasi sempre il calcolo di 2 o 3 mosse, quando non vi sono questi elementi tattici ci si concentra su dei minipiani, migliorare il pezzo peggiore,conquistare un avamposto ecc, in questo caso dici che è già tanto elaborare un mini piano di 1 mossa su 2 siamo a livello di C.M., a 3 di grande maestro, ma non è la stessa situazione di quando si calcola in avanti per sfruttare una combinazione tattica?
    Grazie

  • La formula consigliata, da usare ad ogni mossa, è: SCAP
    S= Scacco al Re (è forzante!)
    C= Cattura (controllare ogni possibile cambio)
    A= attacco (il mio Cavallo sta attaccando le case vuote f5/e6, il pedone in b5 ecc.)
    P= Piano (le tre precedenti rappresentano le possibilità tattiche)

    Dire che un GM calcola varianti di sole tre mosse è, ovviamente, un paradosso, in quanto qualunque professionista è abituato a calcolare varianti ben più lunghe. Quello che di solito ripeto è che non bisogna crearsi il mito della “variante lunga”: spessissimo, gli errori occorrono su semplici cambi che avvengono in una singola casa, o su due ali della scacchiera differenti (overlooked: mi è sfuggito…).
    Quando poi bisogna calcolare una “combinazione”, occorre saper valutare prima se ci sono le “condizioni necessarie e sufficienti (Re insicuro, pezzo indifeso o poco protetto, più attaccanti di difensori ecc.ecc.).
    Per concludere, il consiglio pratico più utile è quello di “verbalizzare”, ossia di parlare con sè stessi durante la partita (ovviamente, partita a tempi lunghi, 2 ore!). In quest’ottica, più idee si hanno (tipo “Migliora il pezzo peggiore”) e meglio è, anche per controbattere l’ansia da prestazione.

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