Strategia
Come scrisse Alexander Alekhine negli anni venti: “negli scacchi non importa il cosa, quanto piuttosto il come ” (Not what, but how). Con questo l’ex Campione del Mondo voleva sottolineare l’importanza della Tattica (come raggiungere l’obiettivo) rispetto alla Strategia (cosa attaccare).
La partita a scacchi del principiante non è mai decisa da un “piano” legato a valutazioni posizionali statiche, ma la lotta si sviluppa e si decide solo in alcuni momenti critici. Nelle partite varia la gerarchia dei fattori strategici che determinano il valore della posizione e cambiano i piani e le idee ad essa collegati. Questa è la dinamica degli scacchi! Ed ecco perchè è difficile (anzi, inutile!) consigliare un libro da studiare: bisogna imparare a prevedere la dinamica dell’evoluzione degli elementi strategici, prevedere il cambiamento della gerarchia di tali elementi, ed infine saper identificare il momento critico.
La suddivisione in apertura-centropartita-finale fatta dai libri è inutile, se non addirittura dannosa, perchè spesso capita che la posizione critica capiti sin dall’apertura.
Dunque, vediamo di seguire un percorso didattico alternativo a quello offerto dai libri, partendo da ZERO.
1) Le REGOLE
Ok, avete imparato le regole principali su come si muovono i pezzi, ma…cosa avete capito esattamente? Non meravigliatevi: la prima cosa da fare è sottoporsi a degli esercizi, all’apparenza facili, ma in realtà impegnativi. Qui allego dei “compiti a casa”, cioè esercizi con soluzioni legati ad un ciclo di 9 lezioni fatte da me in una Scuola nel 2007.
La metodica è quella russa: ad esempio, nella seconda lezione, dopo aver spiegato il movimento dei pedoni e degli alfieri, lo studente gioca una partita SOLO con questi due pezzi. Obiettivo è la promozione di un pedone!
Ecco gli esercizi, in pdf (è consigliabile stamparli): solo registrati
Esercizi Principianti (126).
2)Il METODO. Il passo successivo sulla strada del miglioramento è difficile, in quanto il principiante non ha un valido METODO DI STUDIO. Solitamente, questa è la fase (ELO 1440-1600) in cui si comprano i libri più… sbagliati, dall’improbabile “Mio Sistema” di Nimzowitsch (gettatelo subito!) ai libri di Enrico Paoli (“Strategia e tattica nel gioco degli scacchi”) o al fantomatico “Elementi Di Strategia Negli Scacchi” di Leoncini. Intendiamoci: non è scandaloso leggerli, ma nessuno suggerisce un “metodo”. Oppure, vi sono libri strutturati bene di vari autori (ad esempio Silman, Dorfman, Yermolinsky, Dvoretsky ecc.ecc.) ma purtroppo sono di livello più elevato, diciamo dai 1600 di ELO in poi.
Vediamo quindi di partire dal metodo di studio:
A) STUDIA LE TUE PARTITE. Il primo consiglio è quello di Alekhine e Botwinnik:. commentare le tue partite per iscritto, aggiungendo mosse, statistiche e classifiche, ti darà il senso della tua carriera scacchistica (obiettivi a medio-lungo termine), ti indicherà il corso della tua carriera ( su e giù, a seconda dei tuoi errori) e, soprattutto, ti aiuterà ad abituarti a sederti ed a concentrarti ( se non riesci a svolgere questo piccolo compito, come puoi pensare di diventare qualcuno a scacchi?). Inutile dire che l’ideale è avere un istruttore che analizzi le tue partite!!
Ma all’inizio, non abbiamo partite “nostre”, e quindi dobbiamo studiare le partite giocate da altri, se sono estesamente commentate : è il secondo metodo, quello della
B) PARTITA-MODELLO.
Facciamo subito un esempio concreto: in tutti i libri di strategia si parla di “colonna aperta” e di “diagonale”. Ma una cosa è guardare qualche frammento, anche se fa parte di qualche libro “sacro”, altra cosa è vedere un paio di esempi istruttivi come qui:(formato Chessbase)
Colonne e diagonali (82) le case colorate lasciano una traccia indelebile nella tua mente (spero!). E’ vero che esistono libri come “Capire gli scacchi mossa dopo mossa” di John Nunn od altri simili, ma purtroppo gli autori scelgono le partite solo in base alla loro bellezza estetica e non seguendo una piattaforma didattica semplice (il centro, la sicurezza del Re eccecc).
Prossimamente, altro materiale sulla strategia
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