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Istruttori a base carbonio vs. istruttori a base silicio

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UtenteMessaggio

18:44
4 novembre 2011


Giuseppe Tarascio

Corato (BARI)

Amministratore

messaggi408

21

Ultimo aggiornamento messaggio: ore 18:45 – 4 novembre 2011 | autore: Giuseppe Tarascio


Un buon esercizio è caratterizzato da una buona "impronta" sullo studente. L'esercizio di sopra era legato al tema "creare debolezze", azione che si otteneva con la simpatica manovra Ad2-f4-d2, con cui sembrava di stare a poker (Passo!). Poi, però, per lasciare una traccia mnestica, occorre un buon finish, rappresentato in questo caso dal tatticismo che permetteva il guadagno del pedone b6. Insomma, un mix di strategia e tattica. Se l'esercizio si fosse fermato dopo 20.Af4+ e5 21.Ad2, difficilmente lo studente poteva comprenderne il significato (il Bianco ha "creato una debolezza", costringendo il Nero ad aprire la diagonale h3-c8).E' ovvio che anche la Strategia Classica parlava di diagonali aperte (qui la c8-h3), di colonne aperte (qui la colonna c-) ecc.ecc., ma poi lo studente le vedeva come un valore assoluto: ho una colonna aperta e la occupo con una Torre, anche se non vi sono targets od anche se le case d'ingresso in settima/ottava sono controllate dall'avversario.
E' in questo sottile distinguo che pongo la differenza tra studio classico e studio moderno. D'altra parte, se oggi l'età media dei GM si è così abbassata, è ovvio che dipende dai metodi d'insegnamento mutati. O vogliamo dar retta ai motoristi, che dicono che dipende tutto dall'uso del computer? Io non ci credo: le macchine sono un supporto, ma quando sono seduto a tavolino ciò che conta è il numero e soprattutto la qualità dell'addestramento ricevuto.

Playchess: Tarascio_Giusepp
Scacchisti.it: Tarascio

19:31
4 novembre 2011


Luciano

Member

messaggi108

22

Sono d´accordo, ovviamente.

Ma quando mi metto nei panni dello studente (e per gli scacchi lo sono di fatto) noto un terribile vuoto fra la chiarezza dei principi  (migliora il pezzo peggiore, crea target, ecc.) e il buio combinativo della loro applicazione. E´ in quel baratro che di solito si annida l´errore…

Certo, piú ci si esercita, piú il salto del burrone dovrebbe spaventare meno e, soprattutto, riuscire.

Tuttavia in questo aiuterebbe molto una FORTISSIMA gradualitá degli esercizi. C´é caso che il videocorso, per quel po´ che ho visto, venga incontro a questa esigenza didattica che mi sembra invece un po´trascurata nel corso annuale (che forse é semplicemente tarato per una comprensione di gioco molto superiore alla mia…)

19:39
4 novembre 2011


Giuseppe Tarascio

Corato (BARI)

Amministratore

messaggi408

23

Risolvo il casus belli mandandoti via mail il pdf (+database) della lezione da cui è tratto il "papiro". Non ho ancora registrato il relativo video (fa parte del videocorso, ovviamente). E così rispondo anche all'altro tuo post.

Playchess: Tarascio_Giusepp
Scacchisti.it: Tarascio

02:32
9 dicembre 2011


Ciro

Member

messaggi4

24

Beh alla fine con l'allenatore ti puoi anche mangiare una pizza e farti due risate in compagnia

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